Niente mercati della Fiera: per gli ambulanti si tratta di un’ulteriore batosta

Niente mercati della Fiera: per gli ambulanti si tratta di un'ulteriore batosta

ALBA Difficile, se non impossibile, garantire il rispetto del distanziamento fisico interpersonale tra le persone: è questo il motivo alla base dell’ordinanza del sindaco di Alba Carlo Bo con cui si sospende lo svolgimento dei mercati ambulanti delle prime quattro domeniche di ottobre, in concomitanza con la 90ª edizione della Fiera del tartufo.

«Siamo profondamente dispiaciuti per la decisione dell’Amministrazione comunale albese di interrompere la tradizione dei mercati della Fiera», dice la referente per i mercati albesi di Fiva, Federazione italiana venditori ambulanti, Manuela Songia, condivise dal presidente di Fiva Alba Sergio Coraglia, che negli ultimi mesi hanno lavorato, insieme al Comune di Alba, suggerendo soluzioni alternative alla cancellazione totale dell’evento.

Il mercato ambulante della Fiera, coinvolge ogni anno circa 400 espositori lungo i corsi Langhe e Piave e aree limitrofe, attraendo un pubblico numeroso ormai habitué. Sottolinea Songia: «Oltre al venir meno di un appuntamento consolidato e oltre ai mancati guadagni diretti per gli operatori su area pubblica, si registreranno danni a monte della filiera da parte dei produttori che riforniscono il commercio ambulante nonché perdite per i negozi in sede fissa, i bar e i ristoranti».

«Comprendiamo le difficoltà organizzative in epoca Covid-19, con la necessità di mettere in campo misure di igiene e sicurezza straordinarie rivolte a grandi numeri – prosegue Songia – ma il comitato Fiva aveva proposto soluzioni più gestibili, come la suddivisione degli ambulanti sulle quattro domeniche e un maggiore distanziamento tra i banchi, in modo che l’evento potesse avere luogo, pur ridimensionato. Forse sarebbe servito più coraggio da parte dell’Amministrazione comunale, per evitare l’ennesima batosta ad un settore già estremamente colpito dall’emergenza sanitaria».

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