La caccia può riprendere anche al di fuori dei confini comunali

La Regione Piemonte vieta la caccia a 15 ulteriori specie

CACCIA Riprende la caccia, anche al di fuori del proprio Comune di residenza, per contenere i danni provocati alle colture e  preservare l’incolumità dei cittadini. È quanto comunica la Giunta regionale a seguito delle numerose sollecitazioni di Coldiretti. Commentano Roberto Moncalvo (presidente di Coldiretti Piemonte) e Bruno Rivarossa (delegato confederale): «Finalmente riparte l’attività venatoria. Ringraziamo il presidente Alberto Cirio e il vice Fabio Carosso per aver recepito le nostre sollecitazioni a fronte di una situazione ormai insostenibile. La possibilità di poter svolgere, anche in Piemonte, l’attività venatoria oltre i confini del proprio Comune, costituisce un’importante apertura considerando l’incontrollata proliferazione degli animali selvatici, con il numero dei cinghiali in continuo aumento sul nostro territorio».

Considerando, inoltre, il lungo periodo durante il quale la caccia è stata sospesa Coldiretti aggiunge: «È necessario venga prolungato, attraverso una modifica all’attuale calendario venatorio, il periodo durante il quale l’attività di prelievo può essere svolta, sia da parte delle squadre autorizzate che dei cacciatori singoli. La condizione venutasi a creare, come da tempo denunciamo, non solo danneggia i nostri produttori agricoli, ma mette a rischio la sicurezza stradale dei cittadini».

 

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