Rifiuti: Legambiente, in Piemonte differenziata troppo bassa

Con un occhio attento alla spesa parte la riduzione degli imballaggi

TORINO «In Piemonte la raccolta differenziata si ferma a un inaccettabile 63,4%, ancora distante dai livelli di legge del 65%»: lo sottolinea il presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Giorgio Prino, aprendo l’Ecoforum regionale 2020 in diretta streaming questa mattina da Torino. In Italia e in Piemonte, osserva Prino, «mancano impianti funzionali per il riciclo, ma una regione che non raggiunge il 65% non può programmare l’impiantistica sulle esigenze dell’oggi e per il futuro». Aggiunge il presidente di Legambiente: «In realtà tutte le province piemontesi superano il 65% di differenziata a eccezione di Alessandria e Torino che assumono un ruolo di zavorra, rispettivamente al 57% e al 58%. A rallentare la corsa sono in particolare i due capoluoghi di provincia, rispettivamente con il 47% e il 48% di raccolta differenziata. Nel complesso, in Piemonte solo 557 comuni su 1.181 hanno raggiunto la soglia del 65%».

Aumenta invece considerevolmente il numero di paesi rifiuti free, che arrivano a 97, contro i 44 dell’anno scorso, in particolare nelle province di Novara e Alessandria, quest’ultima con il record di 37 amministrazioni virtuose contro le sole tre dell’anno scorso. La leva essenziale per arrivare a questi risultati è stata la raccolta porta a porta. Conclude Prino: «Per valorizzare le migliori realtà, quasi sempre piccole, quest’anno abbiamo istituito il premio Consorzio rifiuti free, che pone l’asticella molto in alto. L’hanno superata, vincendo il premio, il Consorzio chierese servizi, con 81,8% di differenziata e 78,1 chilogrammi per abitante l’anno di rifiuti indifferenziati prodotti, e il Consorzio rifiuti novarese, con l’84% di differenziata e 81,7 chilogrammi per abitante l’anno di rifiuti indifferenziati prodotti».

Ansa

Banner Gazzetta d'Alba