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Ecco cosa ci chiederebbe Gesù incontrandoci

PENSIERO PER DOMENICA – II TEMPO ORDINARIO – 17 GENNAIO

Nella vita di una persona e di una comunità ci sono momenti di svolta e di ripartenza. Riguardano in primo luogo i giovani, chiamati a imprimere alla propria vita la direzione di fondo, ma poi nella vita ci sono altri momenti: il matrimonio, un nuovo lavoro, la nascita di un figlio, il pensionamento… A livello sociale, la pandemia di coronavirus ha imposto e imporrà scelte drastiche. Nelle letture di oggi vediamo alcuni personaggi biblici fare scelte decisive per la propria vita.

Ecco cosa ci chiederebbe Gesù incontrandoci
San Giovanni Battista nel deserto, icona del XVI-XVII secolo (Mosca, Accademia ecclesiastica moscovita).

Non è facile scoprire la propria vocazione. La prima lettura (1Sam 3,3-10.19) racconta la vicenda di Samuele, un inserviente nel tempio che diventerà profeta e sacerdote, artefice, verso il 1030 a.C., della nascita della monarchia in Israele. Solo alla quarta chiamata, dopo tre fraintendimenti, scopre la sua vera vocazione. Provvidenziale si è rivelato per lui, nella circostanza, l’aiuto di una presenza fraterna autorevole: quella di Eli, un amico, un direttore spirituale che lo invita a un ascolto attento. È una di quelle figure che oggi mancano e di cui si sente molto la necessità.

La chiamata dei primi discepoli è al centro del racconto evangelico, tratto da Giovanni (Gv 1,35-42), che inquadra una scena molto viva: un intreccio di sguardi, un susseguirsi di domande e risposte fino all’incontro tra Gesù e i due discepoli del Battista. Questo non solo cambia radicalmente la loro vita ma dà inizio a una catena di chiamate. Il senso di fondo della vita – che non è solo sapere cosa fare, ma chi essere – si trasmette “per contagio”, anche se alla fine ciò che conta è la scelta personale.

L’importanza delle domande. Gesù ne ha fatte tante: i quattro Vangeli ne riportano 217, ben più delle 141 rivolte a lui. Le domande aprono al nuovo, sono un dono, un aiuto a uscire dagli ingorghi della vita. Pensiamo a uno che si è perso, che ha smarrito la strada in una località sconosciuta: il semplice sentire una voce che gli chiede: «Dove vuoi andare?», è una liberazione! «Che cosa cercate?»: Gesù rivolge a noi la stessa domanda fatta ad Andrea. È come se chiedesse a ognuno di noi: «Cosa desideri di più nella vita?». Ci sono momenti in cui non sappiamo rispondere. Gesù salva l’importanza del desiderio dalla depressione, dalla ristrettezza di orizzonti, dalla banalizzazione. Prima di imporre delle regole, delle rinunce, dei sacrifici, Gesù invita a non smettere di sognare cose grandi, perché questa è l’unica strada per dare e ridare senso alla nostra vita.

Lidia e Battista Galvagno

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