Ancora solfiti nella salsiccia: arrestati tre macellai braidesi

Ancora solfiti nella salsiccia: arrestati tre macellai braidesi

BRA Sono finiti ai domiciliari perché avrebbero continuato, dopo i controlli e le infrazioni rilevate a fine 2019, a utilizzare i solfiti per conservare la salsiccia di bovino prodotta e venduta nei loro negozi: le misure cautelari del Tribunale di Asti hanno raggiunto tre macellai attivi nella città della Zizzola dopo che i controlli eseguiti dai Carabinieri dei Nas di Torino hanno riscontrato la presenza della sostanza chimica vietata dal disciplinare di produzione.

Le disposizioni dei magistrati aprono un nuovo capitolo nella vicenda che ha interessato, alla fine del 2019, cinque macellerie attive nella produzione del marchio, riconosciuto come prodotto agricolo tradizionale (Pat) e tutelato da un consorzio. Dopo i primi riscontri, infatti, il Tribunale aveva disposto, nell’agosto del 2020, l’interdizione per due mesi dall’esercizio della professione per i negozianti: un nuovo prelievo di campioni, effettuato dai militari del Nucleo anti sofisticazione a dicembre ha però evidenziato la recidività del comportamento e da qui gli arresti; misure che spiega il maggiore Francesco Giangreco, comandante del reparto: «Sono state ritenute proporzionate alla violazione contestata; i conservanti utilizzati posso infatti provocare conseguenze per la salute dei consumatori». I solfiti permettono di mascherare l’ossidazione del prodotto con conseguente “scurimento” delle carni bovine utilizzate.

Nessuna infrazione, invece, nelle altre botteghe: gli indagati sono accusati di adulterazione contraffazione di alimenti oltre alla vendita fraudolenta di alimenti non genuini, reato che comporta la reclusione fino a sei mesi e sanzioni pari a 1.032 euro.

Davide Gallesio

Banner Gazzetta d'Alba