In manette la banda delle auto usate: 48 le truffe ai danni di clienti

Individuato l'autore dei raid vandalici contro le attività dell'imprenditore Paolo Damilano

TORINO Usavano siti internet e saloni d’esposizione per pubblicizzare esemplari di auto, talora di lusso, vendute e mai consegnate o recapitate con alterazioni evidenti e difetti esteriori. L’indagine congiunta dei carabinieri della Tenenza di Nichelino e dei finanzieri della Compagnia di Moncalieri ha portato al sequestro di beni e conti correnti (alcuni all’estero) per un ammontare superiore al milione  di euro, oltre a 12 misure restrittive: nel mirino degli investigatori un’organizzazione strutturata che aveva aperto e chiuso, negli ultimi anni, più di 20 imprese, attive nel commercio di auto di seconda mano, usate come base per annunci su siti specializzati.

Ampia la gamma di strategie truffaldine messe in atto nei 48 episodi documentati ai danni dei clienti: dall’anticipo di caparre al pagamento completo di vetture mai consegnate alla riduzione, fino a 170mila chilometri, delle percorrenze rilevate dal cronotachigrafo all’occultamento di danni. Le indagini sono progredite grazie all’intesa con le forze dell’ordine di paesi europei (attraverso l’agenzia di cooperazione Eurojust) dove i criminali avevano nascosto i proventi del traffico, utilizzando dei prestanome per riciclare il denaro.

I membri del gruppo sono accusati si associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio, imputazioni per le quali è prevista la carcerazione fino a sette anni di carcere.

Davide Gallesio

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