Avis / Sono 108 gli studenti delle scuole superiori albesi che hanno donato il sangue

Avis / Sono 108 gli studenti delle scuole superiori albesi che hanno donato il sangue
Nuova sede dell'Avis in via Regina Margherita di Savoia.

di Davide Barile

ALBA – Al termine dell’edizione 2026 del progetto “Autoemoteca nelle scuole” dell’Avis albese, le donazioni di sangue degli studenti in città sono state 108. I primi a sedersi sulle poltrone, il 23 febbraio, sono stati gli alunni dei licei classico e artistico, seguiti il 25 dello stesso mese dal Cillario Ferrero. Il 23 marzo è stata la volta dell’Enologica e, il primo aprile, dell’Einaudi. Per lo scientifico sono state riservate due date, l’11 e il 13 maggio, mentre il liceo Da Vinci ha concluso lunedì 18.

Spiega Gianfranco Canavese, presidente dell’Avis albese: «Come sempre, il momento della donazione è preceduto da incontri informativi che teniamo nelle scuole. Di questo si occupa in particolare il nostro segretario Luciano Garello. Rispetto all’anno precedente, abbiamo registrato un significativo aumento di sacche raccolte: siamo partiti in sordina ma, piano piano, abbiamo recuperato».

La formula dell’iniziativa è stata leggermente modificata: pur mantenendo nel titolo l’autoemoteca, «le donazioni sono state effettuate direttamente nella sede di via Margherita di Savoia. Recarsi con il mezzo negli istituti sarebbe ancora stato fattibile, ma visti gli spazi interni abbastanza ristretti e l’alto numero di partecipanti abbiamo preferito organizzarci diversamente».

Canavese aggiunge: «Con il furgone dell’Avis preleviamo gli studenti nelle scuole e ci occupiamo del trasporto. Il questionario lo facciamo già compilare il giorno prima, anche perché il tempo è poco e, senza accorgersene, si arriva alle 13». Vuoi per un motivo di salute, vuoi per i valori bassi dell’emoglobina, tra gli studenti intenzionati a mettersi a disposizione c’è chi è costretto a rimandare l’appuntamento con la donazione. Prosegue il presidente: «Abbiamo notato, già in passato, che comunque i ragazzi si ripresentano in seguito. Ritengo che parlare direttamente con loro e andare a cercarli nelle scuole sia un investimento per il futuro del dono del sangue e della nostra associazione: grazie al contatto umano, è più probabile che si instauri una relazione di fiducia».

Come all’interno di una famiglia, anche all’Avis conta l’esempio: «Ogni volta ci sono dei professori che decidono di donare il sangue nello stesso giorno dei loro studenti. È un modo per incoraggiarli e motivarli».

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