Aganahuei, tecnologia avanzata per fare arte

Aganahuei, tecnologia avanzata per fare arte

ALBA A noi importa il tempo che viviamo! è il titolo della mostra che Aganahuei propone fino al 24 ottobre ai visitatori del museo Ettore Fico (Mef) di Torino. L’esposizione fa parte del programma ispirato alla cultura d’impresa di Confindustria Cuneo. L’anteprima sarà visitabile anche domenica 5 e poi venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 settembre, sempre dalle 18. «Aganahuei è di casa ad Alba e alla città, Capitale della cultura d’impresa 2021, desideriamo donare un’anteprima di alcune opere che saranno allestite nella mostra torinese», spiega Pietro De Carolis di Aganahuei. «Le opere esprimono il mutamento in atto nel mondo contemporaneo. Nell’arte industriale, la manualità, che ha da sempre caratterizzato l’opera degli artisti-esecutori-artigiani, lascia spazio alle macchine industriali, capaci di elevare in modo esponenziale il profilo qualitativo e quantitativo dell’opera. Nella nostra visione, l’artista torna a essere il progettista, come accadeva nelle botteghe d’arte del Quattrocento». Secondo De Carolis, «con i linguaggi sociali ed estetici del presente, a sostenere la creatività e il talento sono la tecnologia digitale e i materiali che l’industria italiana produce con alti standard qualitativi».

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Pietro De Carolis di Aganahuei

«Il collettivo Aganahuei», commenta Vittoria Coen, critica di fama che ha curato la mostra, «si esprime attraverso una serie di tappe che vanno dal progetto al computer alla realizzazione del lavoro con materiali vari. Le macchine, gli strumenti della tecnologia, sono i media fondamentali di un’operazione che, pur cambiando e crescendo nel tempo, viene sviluppata attraverso un processo creativo insolito, ma molto chiaro. Dopo i futuristi, Lucio Fontana e pochi altri, non eravamo più abituati alle dichiarazioni poetiche, ai manifesti che proclamano intenti e obiettivi e che non ammettono fraintendimenti. Il gruppo Aganahuei, invece, scrive un manifesto chiaro ed esplicito specchio di una volontà». Per Busto, «chiunque può, con l’arte prêt-à-porter, avere un d’apres originale a costo contenuto. Aganahuei sa che la componente di design, insita in queste opere, le rende estremamente attuali e appetibili per un pubblico attento alle griffe e ai brand, motori propulsori del mercato mondiale. Il marchio di fabbrica è il motivo principale di acquisto di un prodotto, che sia Ikea o Chanel, che sia un poster o un Fontana. Non possiamo ormai disgiungere il manufatto dalla sua origine produttiva, dove il produttore determina non solo l’estetica, ma anche il valore dell’oggetto. Aganahuei riconduce le bandiere sovrapposte di Jasper Johns, i cretti di Burri, la Battaglia di San Romano o le bottiglie di Morandi al mercato globale, smettendo esse di essere opere per diventare, oggi, solo Aganahuei».

Giuliana Cirio, direttore di Confindustria Cuneo, dice che l’operato di Aganahuei «è caratterizzato anche dall’essere sempre avanti, dal saper cogliere le nuove opportunità offerte dall’evoluzione sia dei tempi che della tecnologia. È uno dei tanti paralleli fra l’artista e l’imprenditore». La mostra è realizzata con il sostegno della Regione, della fondazione Crc e di Banca d’Alba.

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