Viglione è ottimista: «Il nostro Paese saprà guardare in avanti»

Giuliano Viglione (Aca) eletto nel Consiglio confederale di Confcommercio

IL COLLOQUIO Lunedì 6 settembre, si è svolta nella prestigiosa sede del castello di Grinzane Cavour l’assemblea annuale dei capigruppo e dei soci dell’Associazione commercianti albesi a cui ha partecipato il presidente nazionale Carlo Sangalli (intervista alla pagina precedente). Qui parliamo con il presidente Aca Giuliano Viglione.

Il Paese sta ripartendo dopo una lunga fase di sofferenza dovuta al Covid-19. Anche il commercio locale sta superando il colpo, presidente Viglione?

«L’auspicio è che questo periodo di stallo stia davvero volgendo al termine. I dati positivi di una forte ripresa dell’economia indicano che siamo ormai in una fase di superamento. Per il commercio locale bisogna fare alcuni distinguo. Gli esercizi di vicinato del settore legato all’alimentazione hanno visto rivalutato il ruolo nella distribuzione, grazie anche alle capacità degli imprenditori di adeguarsi alla nuova situazione. Gli altri settori del no-food hanno patito pesantemente il calo dei consumi. Basti pensare ai settori abbigliamento e calzature o bar e ristoranti. Se la ripresa manterrà le premesse e i consumi avranno un costante segno positivo, potremo in generale affermare che il commercio supererà il durissimo contraccolpo».

Qual è il suo giudizio sul green pass? Non sarebbe opportuno, a questo punto, l’obbligo vaccinale?

«Se l’unica strada per uscire dalla crisi Covid-19 è la vaccinazione, condivido il principio dell’obbligo, indirizzo sul quale si sta muovendo il Governo. L’esibizione del green pass, con restrizioni nei confronti di coloro che non ne sono in possesso, contribuisce a richiamare alla responsabilità sociale di ognuno, come abbiamo sentito ripetere anche dal capo dello Stato Sergio Mattarella e da papa Francesco».

Che cosa deve fare Alba per migliorarsi ancora?

«Alba è cresciuta e migliorata, offrendo la percezione di una città aperta, ordinata, dinamica. Deve però superare la cronica mancanza d’infrastrutture a partire dalla viabilità; serve poi la realizzazione del nuovo palazzo dei congressi, il recupero dell’ex ospedale San Lazzaro con il progetto della casa della salute, la copertura della ferrovia. Tutto questo mi pare sia nei piani dell’Amministrazione. Ma c’è anche bisogno di pensare alla Alba del futuro, attraverso indirizzi strategici che possano garantire il ruolo della città come riferimento di tutto il territorio e anche oltre».

E il nostro Paese?

«Deve dare corso, finalmente, a scelte strutturali di riforma che portino all’ammodernamento dell’apparato pubblico e possano generare un’economia di sviluppo, tenendo nel dovuto conto il lavoro. I frutti potranno cogliersi a scadenza non breve, ma questo è il prezzo da pagare per l’immobilismo degli anni passati. Per dare una spinta alla svolta, il Recovery fund è un’arma formidabile».

Ritiene che i fondi europei saranno decisivi per la nostra area?

«Certo che lo saranno, ma bisogna che arrivino! Al momento non stiamo vedendo alcunché di concreto: ci sono i tempi tecnici, la burocrazia, le progettazioni. Ma una cosa è chiara: l’Italia deve dimostrare di essere in grado di saperli utilizzare; sono ingenti e hanno valenza multipla, perché interessano i più diversi settori, compresi quelli strategici della sostenibilità ambientale e dell’innovazione tecnologica».

Come vede il 2022?

«Sono ottimista, voglio esserlo. Se il virus perderà sempre più vigore grazie alle vaccinazioni, arriveremo almeno a poterci convivere in sicurezza e questo consentirà di tornare a una vita quasi normale. In quel caso, il Paese saprà guardare avanti e ripartire davvero, con l’economia in forte recupero e la possibilità di diffondere benessere».

m.g.o.

Seimila i lavoratori del turismo

Quanto incide il turismo sull’economia dell’Albese, Viglione?

«Tanto. La misura della sua importanza ci è data dal numero di aziende impegnate – oltre 1.300 – e dagli addetti – oltre seimila –, senza contare l’indotto. Del turismo beneficiano in modo inclusivo tutti i settori, a partire dal commercio, l’artigianato, il settore enoagricolo, con le sue produzioni eccellenti, e in modo diretto alberghi e ristorazione. Oggi, grazie alle scelte compiute negli anni passati, il turismo costituisce una fonte economica irrinunciabile per il territorio. Per questo bisogna mantenere alto il livello della nostra offerta, con un costante aggiornamento professionale, in modo da continuare a essere all’altezza di una domanda turistica qualificata».

m.g.o.

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