Un polo turistico da 80 ettari tra Grinzane Cavour e Diano d’Alba

Un polo turistico da 80 ettari tra Grinzane Cavour e Diano
Un rendering di come potrebbe essere il campo da golf di località Conforso.

PROGETTO Un grande campo da golf, un albergo e una serie di ville in una zona non coltivabile a vigneto e non collinare è qualcosa che si doveva ancora immaginare. Ora esiste il progetto Langaverde, che vorrebbe sviluppare un nuovo polo turistico e sportivo nella porzione di fondovalle che, partendo da Gallo, si estende lungo il torrente Talloria, alle pendici delle colline di Grinzane. Venerdì scorso, nella sala conferenze del castello di Grinzane Cavour, l’architetto Davide Abbona ha presentato il progetto ai proprietari terrieri di località Conforso, area interessata dall’iniziativa.

L’obiettivo di Langaverde è la creazione di un polo per un turismo di qualità al di fuori di zone “sensibili” e ormai scarsamente sfruttabili dal punto di vista dell’offerta di strutture di accoglienza e servizi connessi. In quest’area, di circa 80 ettari, si vorrebbero realizzare: un campo da golf, che rappresenterà la porzione più consistente di verde; un hotel con dimensioni (60-80 camere) capaci di garantire l’interesse di tour operator internazionali qualificati; un villaggio con una sequenza di ville; un bike club dedicato al cicloturismo, che offrirebbe vari servizi legati al mondo del ciclismo, noleggio, ma anche manutenzione e custodia; una palestra attrezzata; Spa e servizi di ristoro; una piscina esterna e una serie di locali per attività varie, dai massaggi alle visite mediche.

L’area di Conforso appartiene in prevalenza al Comune di Diano. Commenta il sindaco Ezio Cardinale: «Un progetto che verte sulla creazione di un polo turistico e sportivo di altissima qualità, pur avendo una connotazione prettamente privata, è lampante che possa avere ricadute fortemente positive, facilmente immaginabili, per ampie comunità e territori, certamente non soltanto per dianesi e grinzanesi». Continua Cardinale: «Sta comunque ai proprietari dei terreni scegliere ciò che ritengono giusto. Le Amministrazioni comunali avranno il compito di vigilare e di avanzare richieste che favoriscano le comunità che rappresentano».

Spiega l’architetto Abbona: «Langaverde nasce in quanto esiste un forte interesse (già ufficialmente manifestato) da parte di almeno quattro soggetti nazionali e internazionali intenzionati a investire in un progetto di questo genere nell’area del Barolo. Nessuna offerta può essere ancora resa pubblica, soprattutto in virtù del fatto che, a oggi, non è stato ancora avviato alcun iter burocratico per la trasformazione dell’area dal punto di vista urbanistico. L’incontro della scorsa settimana intendeva appunto valutare il consenso delle comunità coinvolte e avviare così il cammino della trasformazione».
Si attendono, dunque, prima di tutto, le reazioni dei proprietari della zona su questo interessante progetto di riqualificazione.

Giorgia Barile

Il Golf Barolo è abbandonato da anni: 255 firme per chiedere chiarimenti

NOVELLO  Si torna a parlare del Golf Barolo. A 15 anni dalla costruzione un comitato formato da 22 abitanti di Novello ha raccolto 255 firme per chiedere chiarimenti sul futuro della grande area dismessa. Dal comitato fanno sapere: «Dal 2006 una vasta zona, situata principalmente nel Comune di Novello e in parte a Narzole, è stata teatro di un ambizioso quanto fallimentare progetto immobiliare con campo da golf e oltre 28mila metri quadri di edifici, tra ville, club house e casette a schiera per un totale di circa
30 ettari di superficie comunale, oggi in una triste situazione di degrado. La causa principale è il fallimento della società che iniziò i lavori, con l’abbandono di molte costruzioni, tra cui l’albergo in località Biavasca di Narzole, senza contare una discarica a cielo aperto di materiali da cantiere. Le speranze portate dalla nuova società si sono trasformate in illusione, perché il campo da golf e la parte immobiliare sono in abbandono». Prosegue il comitato: «Ci chiediamo come sia possibile che nessuna autorità sia stata in grado di imporre la bonifica del cantiere e un minimo di controllo. Per avere risposte e capire le intenzioni della società Barolo real estate in merito al progetto immobiliare e quelle dell’Amministrazione comunale chiediamo un incontro pubblico per mostrare in trasparenza le opere previste, lo sviluppo immobiliare e gli interventi necessari nell’area boschiva».

Livio Oggero

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