Da venti aziende vinicole arriva il no al resort con villette e campo da golf

Un polo turistico da 80 ettari tra Grinzane Cavour e Diano
Un rendering di come potrebbe essere il campo da golf di località Conforso.

GRINZANE CAVOUR-DIANO Un grande resort con campo da golf, stanze per turisti, strade di accesso e giardini all’inglese. Il nuovo progetto che potrebbe sorgere in frazione Conforso, tra Diano e Grinzane Cavour  rappresenterà l’ennesima invasione di un sistema naturale già occupato dalla monocoltura intensiva di vite e nocciolo e vessato dal disboscamento? Dopo la presentazione del progetto Langaverde al castello di Grinzane, alla presenza dei proprietari dei terreni interessati, si è sollevata la voce di chi crede che questa logica di crescente sfruttamento dei territori rischi di alterare in maniera irreversibile non solo gli ecosistemi naturali, ma anche gli aspetti culturali, la relazione tra uomo e natura, le modalità con cui i residenti abitano le colline.

Dal punto di vista naturalistico l’intervento avrebbe effetti devastanti sulla flora e la fauna locali e sulla possibilità di mantenere inalterata la biodiversità della zona. Inoltre, la logica della continua edificazione non fa altro che produrre un turismo di massa, poco sensibile e attento al rapporto con gli elementi naturali e più orientato all’intrattenimento. Per ribadire questi concetti una ventina di aziende agricole e vitivinicole di Langhe e Roero, in una lettera diffusa nei giorni scorsi, hanno preso una posizione radicale. Tra i firmatari spiccano Matteo Ascheri (presidente del consorzio di tutela Barolo, Barbaresco Alba Langhe e Dogliani) e l’azienda vinicola Conterno Fantino di Monforte. Spiegano gli imprenditori: «Apprendere di un’iniziativa come questa ci lascia non soltanto sorpresi, ma sgomenti. Non solo per il suolo consumato dalle costruzioni o dalle vie di accesso, ma anche per tutte le risorse che richiederà il mantenere un campo da golf da 18 buche già soltanto in termini di acqua per l’irrigazione, in un clima dalle estati asciutte come il nostro e in anni dove è sempre più evidente quanto l’acqua stia diventando preziosa». Proseguono gli imprenditori delle aziende vinicole: «Le Langhe non hanno bisogno di essere riqualificate. Piuttosto, devono stare attente a non perdere la propria identità. Sottrarre 80 ettari al paesaggio agrario per dedicarli a campi da golf e hotel ci sembra uno schiaffo per queste colline. Le Langhe possono diventare un simbolo di convivenza tra gli uomini e una terra fatta di vigneti, noccioleti, boschi, alberi e tartufi, senza cadere nelle insidie di un’agricoltura intensiva all’eccesso o di una tendenza alla spettacolarizzazione stile luna park».

Conclude la lettera: «Se gli ideatori di questo progetto sono seriamente intenzionati a dare un taglio costruttivo e attuale alla loro iniziativa, le aree che meriterebbero una riqualificazione in zona ci sono, vedi le ex aree industriali nei dintorni di Alba, ma non sono le terre che hanno ospitato le generazioni che ci hanno preceduto e che oggi ci permettono di vivere e di essere ammirati da tutto il mondo».

Matteo Viberti

Da venti aziende vinicole arriva il no al resort con villette e campo da golf

L’obiettivo dei promotori è di avere il consenso dei proprietari entro l’anno

GRINZANE CAVOUR-DIANO Alla sala conferenze del castello di Grinzane Cavour, l’architetto Davide Abbona ha presentato il progetto Langaverde ai proprietari terrieri di zona Conforso. «Sia il vicepresidente della Regione Fabio Carosso che l’imprenditore vinicolo Bruno Ceretto hanno lodato l’iniziativa con interventi di apprezzamento e stimolo nel perseguimento dell’obiettivo», afferma Abbona. «Il discorso di Ceretto, tanto inatteso quanto gradito, è stato una iniezione di ottimismo e fiducia (rivolta soprattutto alle giovani generazioni di imprenditori) nella possibilità di realizzare grandi progetti, nell’interesse delle nostre comunità e del nostro territorio», aggiunge Abbona. Il progettista sottolinea che sono già pervenute diverse adesioni da parte dei proprietari. L’obiettivo è, entro la fine del 2021, di ottenere il consenso di tutti.

Giorgia Barile

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