Grandi Langhe alle Ogr di Torino

Grandi Langhe alle Ogr di Torino 1

TORINO Dopo le rinunce obbligate causa Covid-19 del 2020 e 2021 e il posticipo dell’anno in corso, la nuova edizione di Grandi Langhe si è tenuta a Torino alle Officine grandi riparazioni lunedì 4 e martedì 5 aprile, portando un nuovo, significativo successo: 2.200 partecipanti tra operatori italiani ed esteri da 15 Paesi del mondo che hanno incontrato 226 aziende con undici denominazioni di Langa e Roero.

Anche il pubblico degli appassionati ha avuto il suo spazio nella sezione specifica organizzata con Ais Piemonte la sera di lunedì.

Grandi Langhe alle Ogr di Torino

Grande la soddisfazione che traspare dal comunicato finale degli organizzatori: il consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e il consorzio del Roero. Una manifestazione con grandi consensi tra i produttori e i visitatori, ospitata in un luogo di grande effetto, accogliente e spaziosa. In mancanza di una sede appropriata nell’Albese, dove ci sia spazio per centinaia di produttori e migliaia di visitatori, quella delle Ogr torinesi è parsa la sistemazione più adeguata, sia come dimensione che come prestigio. Oltretutto è uno spazio facilmente raggiungibile anche in treno, vista la vicinanza con la stazione di Porta Susa.

Archiviata la prima edizione, con un po’ di ulteriore progettualità i promotori sono già proiettati sull’appuntamento del 2023, quando Grandi Langhe è in calendario il 30 e 31 gennaio, un periodo ancora più propizio sia per i produttori che per i loro interlocutori di mercato. E, poi, Alba e le colline di Langa e Roero sono a un tiro di schioppo e questo consente di programmare collegamenti diretti per creare la giusta integrazione tra l’evento fieristico e la terra di origine dei vari vini.

Non va sottovalutato il fatto che ancora in questa edizione gli spazi sono stati per forza condizionati dai timori del contagio, ma in un periodo “normale” gli allestimenti potrebbero essere ulteriormente potenziati per accogliere ancora più aziende.

Grandi Langhe alle Ogr di Torino 1

Intanto, i produttori del Barbaresco e del Barolo sono già proiettati su nuovi appuntamenti: oltre al Vinitaly, molti pensano al “Barolo & Barbaresco World Opening”, che il 28 e il 29 aprile prossimi porterà a Los Angeles quasi duecento aziende del consorzio per presentare le nuove annate di Barolo (2018) e Barbaresco (2019) ai professionisti d’oltreoceano.

A proposito della manifestazione veronese, hanno avuto una buona audience le dichiarazioni del presidente del consorzio albese Matteo Ascheri, secondo il quale – con gli opportuni potenziamenti – Grandi Langhe potrebbe diventare un’efficace alternativa al Vinitaly, in particolare per le aziende di piccola e media dimensione che sono la spina dorsale di questo settore produttivo. Quella di Ascheri non è stata solo una provocazione, visto l’evidente disaffezione che si percepisce tra i produttori per la manifestazione veronese.

All’ente Fiera di Verona vengono imputati i soliti problemi di difficoltà nei parcheggi, di intasamento nei padiglioni da troppi visitatori non professionali, oltre ai costi di plateatico e dei servizi collaterali che rendono la partecipazione al Vinitaly oltremodo impegnativa e non solo dal punto di vista economico.

La posizione di Ascheri a questo riguardo è nota da tempo. Sua è infatti l’affermazione secondo la quale «non è il vino che ha bisogno delle fiere, ma sono le fiere che hanno bisogno del vino». In conclusione, oggi non è chiaro se l’ipotesi di privilegiare Grandi Langhe a scapito del Vinitaly avrà un seguito. Quel che sappiamo è che molti produttori ci stanno facendo un pensiero.

Giancarlo Montaldo

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