Prove concordate e quesiti anticipati: dirigente sanitario denunciato per rivelazione di segreto d’ufficio

Fatture false e bilanci irregolari: perquisizioni nella sede della Juventus

VERDUNO Rivelazione di segreto d’ufficio e falso in atti pubblici: sono le accuse formulate a carico dell’ex direttore della farmacia ospedaliera del Pietro e Michele Ferrero, denunciato dalla Guardia di finanza in relazione al concorso pilotato, per la nomina di un nuovo direttore della specialità, bandito dall’Asl Cn2 nel 2020. Spiegano le Fiamme gialle braidesi, che hanno condotto le indagini: «I magistrati hanno condiviso, con la chiusura delle indagini, il quadro delineato dall’attività investigativa avviata dopo alcune segnalazioni d’irregolarità che ci sono arrivate da alcune fonti. I primi risconti avevano confermato le indicazioni: la ricostruzione della procedura concorsuale e l’esame dei documenti ha confermato l’ipotesi. Non possiamo dirci immuni da favoritismi e spintarelle che recano danno alla regolarità delle procedure della pubblica amministrazione».

Oltre al presidente della commissione, all’epoca direttore della farmacia ospedaliera e oggi ai vertici di un’altra Asl piemontese, è stata deferita anche la dipendente che ha beneficiato dei favori, facilitati dal ruolo svolto da un’altra dipendente che, spiegano i finanzieri «non solo era a conoscenza della procedura pilotata, ma avrebbe materialmente concordato con la candidata le tracce della prova scritta e i quesiti di quella tecnica». Per la donna l’accusa è di favoreggiamento perché, «sentita come testimone, ha negato di essere a conoscenza del raggiro».

Davide Gallesio
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