I Magog in scena con Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei (INTERVISTA)

I Magog in scena con Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei (INTERVISTA)
Un'immagine scattata durante lo spettacolo Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei.

TEATRO Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei, spettacolo per famiglie scritto, diretto e recitato dalla compagnia albese Magog, andrà in scena domenica 15 maggio alle 16.30 al Teatro sociale Giorgio Busca. Previsto inizialmente per gennaio e spostato causa pandemia, parla e fa riflettere sul tema del cibo in chiave comica. Nicola Conti, presidente dell’associazione Magog, è anche uno dei protagonisti. In tutto, saliranno sul palco dodici attori

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Nicola Conti, presidente dell’associazione Magog.

Quando nasce questo spettacolo?

«Proponemmo una versione ridotta e stringata già al Salone del gusto una decina di anni fa. Durava una ventina di minuti: molto meno rispetto all’ora e mezza di adesso. Successivamente, per Cheese, inscenammo uno spettacolo per le scuole sulla trasformazione del latte in formaggio. L’idea piacque e ci chiesero di pensare a qualcosa che riguardasse l’alimentazione in generale. Abbiamo quindi ritenuto opportuno riproporre questa storia, in versione più estesa».

Qual è la trama?

«Innanzitutto, il tono non è pesante, sono presenti varie situazioni divertenti e i personaggi sono caricaturali. Ad esempio, ci saranno gli Estrogen brothers, sullo stile dei Blues brothers. Mostreremo la contrapposizione tra un vecchio agricoltore, molto legato alla tradizione, e il figlio, amante di cibi grassi e pasticciati che non ne può più di verdurine e prodotti sani e senza veleni. Il padre tenta invano di trasmettere la passione al figlio e deve guardarsi anche dal commerciante che vende frutta senza imperfezioni. Si intersecano vari personaggi e, alla fine, appare la signora Carlina, la quale ricerca prodotti di nicchia e raffigura, nelle nostre intenzioni, Carlin Petrini. Abbiamo la segreta speranza che lo stesso Petrini venga ad assistere allo spettacolo. Ci conosciamo da tempo: entrambi siamo soci fondatori della cooperativa libraria La torre».

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Divertimento sì, ma anche un messaggio da veicolare.

«In realtà mettiamo insieme dei personaggi ma non diamo delle risposte preconfezionate: a quelle, vorremmo che il pubblico ci arrivasse da solo. Certo abbiamo una nostra idea di alimentazione e agricoltura, ma l’ironia è rivolta anche nei confronti dell’agricoltore ipertradizionalista, anch’egli portatore di alcune idee superate. Penso, ad esempio, alla poca cura all’aspetto estetico degli alimenti o alla testardaggine di non avvalersi di innovazioni che nulla tolgono al sapore di frutta e verdura».

Che evoluzione ha avuto la compagnia Magog negli anni?

«Nei primi anni della compagnia Magog, fondata nel 1976, siamo partiti con il teatro sperimentale. Alternavamo teatro e musica, la colonna sonora era eseguita dal vivo da un gruppo. Nel frattempo abbiamo sviluppato un filone per bambini e famiglie, ma anche per adulti. Oltre all’ambiente, abbiamo affrontato il tema della pace. In tutto siamo una trentina, alcuni di noi suonano sotto il nome di Doriano e i suoi crackers».

Davide Barile

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