Giulio Parusso, uno spazio per ricordarlo

Corneliano dedica una via a Giulio Parusso
Giulio Parusso

ALBA La sala del Consiglio di Alba ha ospitato, venerdì scorso, un incontro in ricordo di Giulio Parusso. Organizzato dal Centro studi Beppe Fenoglio e dall’associazione culturale che porta il nome dello storico albese è stato animato dalle testimonianze di chi lo conobbe da vicino: amministratori, tra cui il sindaco Carlo Bo e i suoi predecessori Giuseppe Rossetto ed Enzo Demaria, amici e persone impegnate nella cultura albese. Tra loro anche Bianca Roagna, direttrice del centro studi Beppe Fenoglio, voluto da Giulio nel 2002, e Margherita Fenoglio.

Durante la serata è stata espressa da più parti l’esigenza di intitolare uno spazio pubblico alla memoria dello storico e giornalista scomparso nel 2014. I vertici del Lions hanno annunciato l’istituzione di un premio dedicato a Parusso, mentre il sindaco ha confermato la piena disponibilità da parte dell’Amministrazione comunale.

«È un errore definire “d’Alba” tutti i tartufi»
L’avvocato Roberto Ponzio.

Roberto Ponzio, presidente dell’associazione Giulio Parusso, ha commentato: «Giulio è stato un personaggio umile e moderato, che ha operato tutta la vita dietro le quinte. In questa occasione, si è invertita la situazione e i riflettori si sono accesi su di lui. Una trentina di libri, centinaia di articoli, gli studi e la traduzione degli statuti di Corneliano e Castino gli sono valsi un autorevole apprezzamento da più parti. Ora è giunto il momento di avere uno spazio pubblico. Dallo scorso anno, a Corneliano una via porta il suo nome. Dato il suo eccelso contributo alla cultura albese, è auspicabile che anche Alba faccia lo stesso. Il processo di intitolazione della scuola del Mussotto è ancora a livello embrionale».

Se la norma per le intitolazioni di spazi pubblici prevede che passino almeno dieci anni dal decesso, per ottenere una deroga è necessaria l’autorizzazione prefettizia. Continua Ponzio: «La concessione data per l’intitolazione a Corneliano crea un precedente, per cui una richiesta proveniente da Alba non genererebbe problemi. E il 2024, comunque, è alle porte. Ci sono due modi di intendere l’albesità: c’è chi, come Giulio, ha prestato servizio alla comunità e chi, come altri, la usa per le proprie speculazioni e i propri interessi».

Secondo Edoardo Borra, anch’egli amico di Parusso e collaboratore di Gazzetta, «certamente Parusso meriterebbe uno spazio pubblico. Sarebbe qualcosa di affettuosamente ironico, visto che è stato colui il quale si è occupato di toponomastica ad Alba. E non solo: ha preparato una guida che fornisce un profilo di tutti i personaggi ai quali è stata intitolata una via, alcuni dei quali molto poco conosciuti. Se fosse intitolata una via a Parusso, il biografo diverrebbe un biografato: una manovra circolare che si chiude». Tale atto sarebbe «un riconoscimento pubblico di una persona che ha agito per la comunità, restando sempre dietro le quinte. L’intitolazione potrebbe portarlo alla ribalta. Anche se, essendo un autore, Parusso ha già uno spazio pubblico; sono i suoi libri da leggere, stampare e valorizzare di più. C’è ovviamente il centro studi, giustamente intestato a Beppe Fenoglio ma che, come espresso nelle sue intenzioni, avrebbe dovuto essere un’istituzione in grado di fornire una lettura annalistica della storia albese».

Una riflessione va fatta per la dicitura da apporre sotto il nome della targa, qualora si arrivasse all’intitolazione. «A Corneliano c’è scritto “storico”, ma Parusso era anche giornalista e cronista. Possedeva un doppio sguardo, ben sapendo che gli articoli scritti sarebbero potuti servire da fonte a distanza di decenni. Vedeva ogni rivista, ogni bollettino come un documento. Riguardo alle sue ricerche storiche, era solito dire che la sua tesi di laurea erano gli Statuti di Corneliano e l’aveva pubblicata a puntate. Il sindaco Gian Giacomo Toppino decise di puntare su di lui, già attivo negli ambienti dell’A-zione cattolica e della sinistra sociale e democristiana, per la creazione di un ufficio stampa del Comune, all’epoca assente. Cosa impensabile, al giorno d’oggi».  

Davide Barile

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