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Egea, Marello interroga Cirio: «Occorre vigilare perché c’è un territorio da tutelare».

Egea
Foto di repertorio

TORINO La crisi del gruppo Egea di Alba è stata al centro di un’interrogazione a risposta immediata presentata oggi, martedì 7 marzo, dal consigliere regionale Maurizio Marello per chiedere al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, di vigilare sull’evolversi della situazione.
Egea, multiutility di servizi con sede ad Alba, si occupa di distribuzione del metano, ha realizzato impianti di biogas, idroelettrici, fotovoltaici, gestito raccolta di rifiuti, ciclo idrico integrato e reti di teleriscaldamento. Conta oltre 100 soci pubblici e più di 150 privati (con la famiglia Carini che detiene quasi il 60%, il resto dei soci privati oltre il 30% e i soci pubblici l’8 %).
Nei giorni scorsi sono apparsi, su stampa nazionale e locale, alcuni articoli in cui si evidenzia il delicato momento di crisi di natura economico-finanziaria e di liquidità che il gruppo Egea sta attraversando, anche a causa dell’esplosione dei prezzi di luce e gas verificatasi in parallelo alla crisi internazionale e alla guerra in Ucraina. A fronte di questa preoccupante situazione, i vertici del gruppo, recentemente auditi dalla terza commissione consiliare del Comune di Alba (primo azionista pubblico con il 5,3 % delle quote), da un lato hanno affermato di lavorare per ottenere un finanziamento di 70 milioni di euro da un pool di banche, garantito da Sace. Dall’altro hanno confermato le trattative in corso con il gruppo lombardo A2A, primario operatore del settore, partner industriale, senza escludere la cessione allo stesso della maggioranza.
Successivamente, da un articolo apparso sulla stampa nazionale, si è appreso dell’interesse di un altro colosso del settore (Iren, partecipata del Comune di Torino), che parrebbe intenzionata a fare un’offerta per rilevare Egea.

Spiega Marello: «Siamo in presenza di un’azienda fortemente radicata sul territorio piemontese, che dà lavoro a circa 1.300 dipendenti e che gestisce numerosi servizi di pubblica rilevanza nella nostra regione. Proprio per questo, pur nel rispetto della riservatezza legata alla quotazione in Borsa di A2A e di Iren e ai principi di libera concorrenza, è necessario un di più di trasparenza nei confronti di 103 Comuni (oltre la metà di Langa e Roero) e dei tanti imprenditori locali piemontesi che hanno investito nel progetto Egea e permesso di farlo crescere. A tal fine, la Regione Piemonte, a parere dell’interrogante, ha il dovere di vigilare perché questo legame con il territorio, la qualità dei servizi e l’attenzione ai livelli occupazionali sia preservata a prescindere da quale sarà il socio industriale che rileverà il gruppo. Insomma, devono essere salvaguardati le lavoratrici e i lavoratori del gruppo, dev’essere salvaguardato lo sforzo economico dei soggetti pubblici e privati, debbono essere salvaguardati i servizi che Egea gestisce in tante province del Piemonte con la caratteristica di servizi di prossimità e vicinanza ai cittadini e alle imprese».

Ha risposto all’interrogazione l’assessore regionale Maurizio Marrone, riportando una nota dell’assessore al Lavoro, Elena Chiorino: «L’assessorato monitora la situazione e, a oggi, non vi sono in corso procedure di licenziamento del personale o di cassa integrazione, né segnalazioni da parte dei sindacati. Questa fase, sempre a oggi, si declina in un contesto di programmazione industriale, pertanto qualora il mio assessorato ne sia coinvolto sul piano occupazionale confermo fin da ora la massima attenzione per quanto riguarda il mantenimento dell’occupazione».

Conclude Marello: «Risposta molto deludente ed evasiva. Mi ero rivolto direttamente al presidente Cirio chiedendo alla Regione Piemonte di vigilare sulle vicende in atto e non all’assessore al Lavoro. So bene che a oggi non vi sono licenziamenti o casse integrazione in atto. Il tema attuale è un altro: seguire da vicino l’evoluzione della crisi aziendale emersa pubblicamente in questi giorni, ovviamente nel rispetto delle regole di borsa e di mercato. Questo a parer mio dovrebbe fare la Regione Piemonte».

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