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Go wine ha portato i vini autoctoni lungo le vie del centro storico di Alba

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ALBA La sesta edizione della Festa dei vini autoctoni, organizzata da Go wine, si è svolta domenica 26 maggio, tra piazza Risorgimento e via Cavour. Dalle 15 alle 20 sono stati protagonisti i vini derivanti dalle trentacinque cultivar originarie del Piemonte. A proporli in assaggio sono stati proprio i produttori, presenti nei banchi allestiti nel centro storico. Accanto a varietà più conosciute come Nebbiolo, Dolcetto e Arneis, il pubblico ha potuto scoprire chicche come il Baratuciat, il Bian Ver, la Malvasia moscata e l’Uvalino.

Completano il quadro le seguenti varietà: Albarossa, Avanà, Barbera, Becuet, Bonarda, Brachetto, Bussanello, Cari, Caricalasino, Cortese, Croatina, Erbaluce, Favorita, Freisa, Gamba di pernice, Grignolino, Malvasia, Malvasia di Schierano, Montanera, Moretto, Moscato, Nascetta, Nebbiolo di Dronero, Neretto di San Giorgio, Pelaverga, Pelaverga Piccolo, Quagliano, Rossese bianco, Ruchè, Timorasso, Uva rara e Vespolina.

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I vitigni maggiori erano rappresentati da diverse etichette, mentre i più rari, sovente, sono vinificati solo da una manciata di cantine. Ospiti dell’edizione 2024 sono stati il Verdicchio, che comprende le Doc “dei Castelli di Jesi” e “di Matelica”, e i vini del Sudafrica. Tra questi, esposti nel cortile della Maddalena, vi sono vitigni a bacca bianca come Chenin Blanc, Colombard, Chardonnay e Sauvignon Blanc, e vitigni a bacca rossa, come Cabernet Franc, Merlot e Pinotage.

L’ultima cultivar citata è autoctona del Paese africano. Deriva da un incrocio tra Pinot nero e Cinsaut ottenuto da Abraham Perold nel 1925, quando era ricercatore all’Università di Stellenbosch.
Alle 16, al Mudet, è stato possibile partecipare a una degustazione guidata dal professor Vincenzo Gerbi. Infine, alle 18, in sala Beppe Fenoglio è stato proiettato L’uomo dei vitigni: sguardi su Giuseppe di Rovasenda.

La pellicola è stata realizzata dal Comune di Verzuolo con l’associazione Librarsi in occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe di Rovasenda (1824-1913), ampelografo di fama internazionale.

Davide Barile

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