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Egea: è la settimana decisiva. Domani a Torino l’udienza per l’omologa

Domani il Tribunale di Torino dirà se Egea potrà proseguire o meno l'attività; in caso positivo, Iren procederà con la chiusura della procedura di acquisizione entro il 1 agosto

Lavoratori Egea in presidio 5
Il sit-in dei dipendenti di fronte alla sede di Egea.

AGGIORNAMENTO Ecco la breve nota rilasciata da Egea dopo l’udienza

Il Gruppo Egea comunica che, questa mattina, davanti al Tribunale di Torino, si è

tenuta l’udienza per l’omologazione degli accordi di ristrutturazione ai sensi dell’art. 48, comma 4, CCII.

Il Tribunale si è riservato di decidere sulla richiesta di omologazione.

 

ALBA È domani, 20 giugno, la data prevista per l’udienza che chiuderà la complessa vicenda Egea, almeno riguardo alla possibilità di proseguire o meno l’attività. A un anno dall’avvio della procedura di composizione della crisi d’impresa, il Tribunale di Torino sarà chiamato a emettere l’omologa, cioè ad approvare il piano di salvataggio. In caso contrario, l’azienda fallirà. Sull’esito della procedura c’è un cauto ottimismo, dopo la conclusione degli accordi mirati con le singole categorie di creditori coinvolti.

Se tutto andrà come previsto, una volta chiusa l’acquisizione – con molta probabilità entro il 1 agosto –, Iren inizierà la gestione diretta della nuova Egea. 

Il gruppo avrà tempo fino al 31 marzo 2025 per riscattare le quote in mano agli istituti di credito, così da diventare proprietario dell’intera multiservizi albese. La scorsa settimana, i dipendenti si sono riuniti nell’assemblea convocata da Cgil Filctem. Enrico Cabutto è il referente: «Se sull’omologa la situazione sembra essere piuttosto certa, tra i dipendenti si respira un clima di attesa e di preoccupazione. Lavorano ogni giorno per garantire i servizi, alle prese con difficoltà e in balìa degli eventi che si sono susseguiti nell’ultimo anno».

La situazione all’interno dell’azienda, tra dimissioni e l’attesa 

Gli stipendi sono sempre arrivati puntuali, compresa la quattordicesima. I premi sono saltati, sia per il 2022 che per il 2023.

«È un’azienda di cui non è più stato approvato il bilancio. Per i dipendenti, è già stato siglato l’accordo di garanzia, per il mantenimento dei livelli occupazionali. Ma è chiaro che l’ultimo anno è stato molto complesso. C’è chi ha scelto di dimettersi, di fronte a possibilità migliori».

Le dimissioni hanno avuto una ricaduta su chi è rimasto: «È aumentata la mole di lavoro, perché chi è andato via non è stato sostituito: Egea non è nelle condizioni di assumere».

C’è poi la situazione degli interinali, molto più incerta di quella dei dipendenti. Prosegue il sindacalista: «Sono almeno una ventina, alcuni assunti da anni. Sono lavoratori di diverse agenzie, dislocati per missioni specifiche a Egea: nel loro caso, il Codice civile non garantisce il mantenimento dell’occupazione, anche se cercheremo di ottenerlo».

Cgil attende la chiusura della procedura, per avviare i tavoli di confronto con i nuovi azionisti: «Di certo non saranno passaggi immediati, ma nei prossimi mesi si getteranno le basi di tutte le fasi successive».

Una fase fondamentale anche per il pubblico 

Si tratta di una partita importante anche per il pubblico, visto che il Comune di Alba e gli altri enti hanno perso il valore delle loro azioni. Potrebbero rientrare nella nuova società, con una partecipazione in Egea acque. Il nuovo sindaco albese Alberto Gatto, che si è espresso sempre duramente sulle responsabilità del pubblico, per ora si limita a osservare: «Attendiamo le evoluzioni di questa settimana. Al momento, non ho avuto contatti diretti con i vertici di Iren», commenta.

C’è attesa anche per l’esito dell’indagine penale in corso presso il Tribunale di Asti: pare che, a breve, verranno resi noti i destinatari degli avvisi di garanzia.

Francesca Pinaffo

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