CASTELLETTO UZZONE Nei secoli scorsi, lungo le vie del sale, viaggiavano le merci tra l’alta Langa e la Liguria o dalla riviera al Piemonte. Qualche giorno fa, la stessa strada l’hanno percorsa quattro arnie partite da Scaletta Uzzone (frazione di Castelletto Uzzone) e dirette all’isola di Bergeggi. A portare le api dalla “valle della scienza” al Mar Ligure è stato Simone Molinari, giovane apicoltore di Scaletta, desideroso di sperimentare apicoltura e produzione di miele in un luogo diverso dal solito. L’isolotto, di proprietà privata, è stato concesso in comodato al Comune di Bergeggi (Savona) e fa parte di un’area marina protetta.
«L’idea è nata quasi per caso. Conoscevo la zona e volevo vedere se fosse possibile produrre miele. Ho incontrato la famiglia proprietaria dell’isola e il progetto è piaciuto», racconta Molinari, classe 2000 (figlio di Riccardo, due volte tricolore di pallapugno), che due anni fa ha vinto il concorso per giovani imprenditori agricoli “Piccolo Comune amico” promosso da Codacons e Coldiretti.

Dopo alcuni sopralluoghi per vedere la zona, le arnie sono state trasferite sull’isola. «È stato interessante scoprire che qui la natura è molto più attiva che sulla costa», prosegue il giovane apicoltore, che effettuerà sopralluoghi periodici per valutare gli sviluppi dell’apiario.
Quella del “Miele del mare” sarà una produzione sperimentale e limitata, che si svilupperà in un ecosistema ideale dal punto di vista della biodiversità. Il progetto si fonda su solide basi scientifiche e biologiche. Spiega Molinari: «Le api mellifere hanno un raggio medio di foraggiamento di circa tre chilometri. Pertanto, potranno nutrirsi della flora incontaminata dell’isola, dove la protezione integrale ha permesso una rigenerazione della natura senza precedenti, ma anche accedere alla ricca macchia mediterranea della terraferma, distante non più di 200 metri dalla costa. Ne conseguirà una dieta varia, che farà di questa apicoltura eroica un simbolo della biodiversità costiera». L’iniziativa per concretizzarsi ha avuto bisogno di varie collaborazioni: la famiglia Zunino (proprietaria dell’isola), il Comune di Bergeggi, l’Ente gestore dell’area marina protetta, diretto da Davide Virzì, e Tommaso Bisazza, presidente del Savona yacht club.

«Il progetto è anche un primo passo per nuove opportunità di valorizzazione del territorio e avrà, in primis, un ruolo didattico, per far sì che l’apicoltura si stacchi dal ruolo esclusivo di attività produttiva e divenire veicolo di conoscenza, tutela e rispetto per l’ambiente», sottolinea Molinari.
L’isola è disabitata. Gli unici a frequentarla, oltre ai gabbiani e (ora) le api della Valle Uzzone, sono gli addetti dell’area protetta. Due anni fa, quando venne premiato a Roma (ne parliamo nel box a fianco, nda), Simone disse: «La Valle Uzzone è boschiva e incontaminata, perfetta per le api». Ora ha trovato un’altra area incontaminata per portare avanti i suoi progetti.
Corrado Olocco

