CRONACA – A Torino, all’indomani delle celebrazioni del 25 aprile, un atto vandalico ha colpito la lapide dedicata ai caduti partigiani in largo Montebello. Un gesto che ha suscitato reazioni immediate nel mondo politico e istituzionale.
A intervenire è stata Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che ha espresso una ferma condanna dell’accaduto, collegandolo direttamente a una matrice ideologica.
“Andare a incendiare nella notte una targa commemorativa di partigiani, dopo il 25 aprile, è un gesto che può essere definito in un solo modo: fascismo. Ogni anno si ripetono gli stessi vili gesti e ogni anno ribadiamo che non ci intimoriscono. La festa della Liberazione ci serve anche a ricordare che di fronte a queste ideologie l’unica cura è la memoria che diventa azione”.
L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema della memoria storica e della tutela dei luoghi simbolo della Resistenza, in una città come Torino profondamente legata alla storia partigiana.
A Gribaudo fanno eco anche altre voci del panorama politico locale e nazionale. In una nota congiunta, i consiglieri comunali Sara Diena ed Emanuele Busconi, insieme ai consiglieri di circoscrizione Ilaria Genovese e Beppe Piras, sottolineano come non vi sarà “assuefazione né silenzio” di fronte a episodi di questo tipo. Ogni gesto simile, evidenziano, rafforza l’impegno a presidiare i luoghi della memoria, rendendoli sempre più visibili, frequentati e vivi, perché la memoria non si cancella ma si difende collettivamente. Contro ogni rigurgito fascista, aggiungono, Torino continuerà a resistere.
Dalla stessa area politica, Sinistra Ecologista ricorda che non si tratta di un episodio isolato: atti di questo genere si ripetono con una violenza crescente e rappresentano, secondo il movimento, il segnale di pulsioni nostalgiche che si sentono sempre più legittimate.
“Forte sdegno e condanna per l’atto vandalico” arrivano anche da Nadia Conticelli, consigliera regionale del Partito Democratico e presidente del partito in Piemonte, che evidenzia come la lapide sia già stata presa di mira in passato. Conticelli sottolinea inoltre come le divisioni e i distinguo sul 25 aprile, provenienti anche da livelli istituzionali, contribuiscano a creare un clima di contrapposizione che rischia di trasformare una ricorrenza fondativa della Repubblica in una festività percepita come di parte.
Di segno diverso, ma ugualmente netto nella condanna, l’intervento del senatore Roberto Rosso e di Marco Fontana, rispettivamente segretario provinciale e cittadino di Forza Italia a Torino, che definiscono l’episodio “l’ultimo vile atto” di una giornata segnata da ignoranza, teppismo e intolleranza.
Sulla stessa linea anche Riccardo Molinari, segretario della Lega in Piemonte e capogruppo alla Camera, ed Elena Maccanti, deputata e segretario provinciale della Lega a Torino, che parlano di un gesto vile e inaccettabile capace di colpire la memoria collettiva. Un atto grave, spiegano, inserito in un clima di odio e divisione che deve essere fermato con determinazione, ricordando che la memoria storica non può diventare terreno di scontro o provocazione.
Redazione

