ASTI – È una lunga storia di violenze domestiche quella che, il 5 maggio, ha portato i poliziotti della sezione Giudiziaria della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Asti, e eseguire l’ordinanza per la custodia cautelare in carcere emessa dal Gip nei confronti di un astigiano quarantaquattrenne, che è stato associato alla casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino.
L’uomo è gravemente indiziato dei delitti di maltrattamenti nei confronti di familiari e conviventi, plurime lesioni personali dolose e anche di ripetuti episodi di violenza sessuale; fatti commessi dal 2017 fino all’arresto. La vittima è la sua ex convivente, una donna cinquantenne con invalidità civile riconosciuta al 100 per cento; la coppia non ha figli.
La signora in passato aveva sporto alcune querele nei confronti dell’uomo che poi però aveva rimesso anche per paura di ripercussioni. Nel corso del tempo sono stati molteplici gli accessi al pronto soccorso per aggressioni fisiche e verbali subite dalla donna, che a causa del ripetersi delle gravi condotte maltrattanti che subiva, aveva anche compiuto dei gesti anticonservativi. La vittima è sempre stata supportata dai vari servizi territoriali, sia sanitari, in particolare la psichiatria, sia sociali e, grazie alla consolidata collaborazione della rete dei vari enti territoriali con gli uffici di Polizia e della Procura, si è avviata nell’autunno scorso una delicata e complessa attività investigativa che ha permesso di acquisire gravi indizi di responsabilità penale a carico dell’uomo.
L’indagine ha anche previsto attività tecniche in modo da raccogliere gli elementi necessari alla misura cautelare della custodia cautelare in carcere che ha posto fine alla condotta criminale che era ancora in atto. A seguito di uno degli accessi al pronto soccorso del nosocomio astigiano, il cui referto era stato debitamente trasmesso all’autorità giudiziaria, l’aliquota della Polizia di Stato della sezione Giudiziaria della Procura della Repubblica, ha acquisito la copiosa documentazione sanitaria e sociale della donna, che è poi stata dettagliatamente escussa a più riprese al fine di ricostruire in modo esaustivo i maltrattamenti subiti, così come altre persone informate dei fatti. Si è anche avviata un’attività tecnica, che ha dato riscontro alle condotte violente segnalate.
La persona offesa temeva che non si desse credito alle sue accuse ma si è potuto appurare che, nonostante le proprie fragilità umane, aveva maturato la volontà di interrompere definitivamente la propria relazione con l’uomo, che però si opponeva alla cessazione della convivenza. Nei giorni scorsi, la donna, a seguito di un ennesimo comportamento violento dell’uomo, aveva chiesto l’intervento di una volante e così la Questura aveva provveduto a collocarla provvisoriamente in struttura protetta. L’uomo, però, continuava ad assillarla, cercarla e minacciarla, palesando quindi un grave pericolo di reiterazione delle gravi condotte delittuose contestate.
Il 7 maggio si è svolto davanti al Gip del Tribunale di Asti l’interrogatorio di garanzia dell’arrestato, che ha ammesso parzialmente le accuse a lui rivolte. Venerdì 8 il giudice ha disposto il mantenimento della misura coercitiva della custodia in carcere. Come accennato le investigazioni sono state complesse e varie e l’attività d’indagine non è ancora conclusa, per tali ragioni si evidenzia che potrebbero emergere in futuro elementi di segno contrario rispetto a quelli sino ad ora raccolti, a favore quindi dell’indagato, da presumersi innocente fino a quando non sia pronunciata sentenza di condanna definitiva.
