ALBA – Il Piano regolatore cittadino ha necessità di una sostanziale remise en forme, determinata dal tempo trascorso dalla delibera programmatica, che risale al 2004. Nel frattempo molte cose sono cambiate e, prima tra queste, non si è realizzata la previsione di una città in marcia verso quota 40mila residenti. Per contro, come ricordato anche nel corso della Commissione urbanistica del 22 aprile scorso, oggi si può ragionevolmente affermare che ogni giorno lavorativo vede triplicare il numero dei nostri concittadini temporanei.
Ci eravamo lasciati lo scorso 18 marzo con la promessa, da parte dell’Amministrazione, di portare in approvazione nel Consiglio di fine aprile la bozza delle linee di indirizzo affidate agli architetti torinesi Flavia Bianchi e Claudio Malacrino, incaricati della revisione del Piano. La bozza, elaborata sulla base dei contributi giunti dall’audizione dei professionisti e dei portatori d’interesse e redatta dagli uffici competenti, è stata presentata mercoledì scorso in Commissione.
«Abbiamo completato le linee d’indirizzo e le abbiamo consegnate ai progettisti incaricati di procedere alla redazione di un piano preliminare», ha esordito il sindaco Alberto Gatto, che è anche assessore all’urbanistica. «Le linee guida sono state implementate con i contributi della Commissione edilizia e della Commissione paesaggio. Dal punto di vista dei contenuti, la relazione indica nove direttive principali per attualizzare il Piano regolatore di Alba. Si tratta dell’indicazione del perché la città ha bisogno di questa misura, della necessità di procedere alla tutela e valorizzazione delle risorse naturali e del paesaggio, dell’impegno per ridurre il consumo di suolo e per attuare una consistente rigenerazione urbana nel segno di una maggiore sostenibilità».
E ha proseguito: «Sarà anche essenziale attuare politiche abitative in grado di ridurre la difficoltà di trovare casa, riqualificare i servizi d’interesse pubblico, migliorare la fruibilità del territorio e l’accoglienza, valorizzare le aree agricole e quelle d’interesse ecologico. Gli ultimi due punti indicati hanno per oggetto la necessità di aggiornare e rendere più facilmente attuabili le nuove norme tecniche del Prg e le modalità di partecipazione e coinvolgimento in questo momento cruciale per il futuro della nostra città».
Il percorso di revisione dovrà incorporare le norme e le indicazioni previste dal Piano paesaggistico regionale entrato in vigore nel 2017, così come le linee guida della Regione in materia di sviluppo sostenibile. Con l’occasione saranno riviste anche le direttive in materia di restauro. Molta cura dovrà essere dedicata alle possibilità di recuperare edifici sia residenziali che produttivi in disuso, per inserirli nella nuova programmazione così da ridurre il consumo di suolo.
Saranno prese in esame la possibilità di aderire alle comunità energetiche, una programmazione puntuale delle attività ricettive, la difesa delle attività commerciali di vicinato, la creazione di parcheggi di attestamento e strategie per il miglioramento della viabilità. Si dovrà porre l’accento sulla necessità di corrispondere alle richieste delle coppie giovani in cerca di casa e di implementare il patrimonio verde a partire dalla valorizzazione del parco Tanaro. Ha concluso il primo cittadino: «Saranno queste le indicazioni che guideranno i progettisti nelle analisi e nel tracciamento del percorso che ci attende da oggi».
b.m.
