«Sul teleriscaldamento ad Alba basta parole: l’Amministrazione deve agire»: il punto di vista del Comitato spontaneo

Egea lascia Alba Power, il Gruppo Ferrero unico proprietario della società che fornisce il calore per il teleriscaldamento 3
La centrale di Alba power

ALBAEra il dicembre del 2025 quando Cesare Cuniberto, insieme ad alcuni rappresentanti del Comitato spontaneo albese (Csa), portava alla luce su Gazzetta d’Alba la questione del teleriscaldamento in città. Sono passati quasi sei mesi, il tema è approdato nell’ultimo Consiglio comunale ma, dalle dichiarazioni del sindaco Alberto Gatto, non si intravedono certezze sul futuro.

Il primo incontro con il sindaco

Commentano Cuniberto, come presidente dell’associazione Comuneroero, con Maurizio Barone e Patrizia Sciolla del Csa: «Siamo venuti a conoscenza dell’intenzione di Ferrero di dismettere la centrale Albapower fin da settembre 2025. Ci siamo messi immediatamente in contatto con l’Amministrazione cittadina, con la quale abbiamo avuto un incontro a novembre, durante il quale ci sono stati confermati i fatti. È stato un confronto costruttivo: il sindaco ci ha tranquillizzati sul tempo disponibile per decidere, ma anche sulle azioni che avrebbe prontamente messo in campo. L’accordo era ritrovarci, dopo sei mesi, per fare il punto».

Resta l’incertezza

Che cosa è emerso in Consiglio? Il quadro sembra essere ancora incerto, tranne una data tassativa: entro il 2030 Ferrero dismetterà la centrale all’ingresso della città e non fornirà più il calore necessario al teleriscaldamento. Il contratto in realtà scadrà già nel 2027, ma l’azienda si è impegnata ad assicurare il servizio fino alle stagioni termiche 2028/2029 e 2029/2030. A quel punto, Alba dovrà avere già una soluzione pronta se si vorrà garantire il servizio, con una nuova centrale o con l’utilizzo di altri sistemi. Al momento, però, sono solo ipotesi. Sempre in Consiglio, Gatto ha annunciato l’intenzione di procedere con accertamenti tecnici e, in futuro, con una gara pubblica per individuare il soggetto che gestirà il teleriscaldamento. Cuniberto: «In sostanza, al-
l’interrogazione di Emanuele Bolla, Gatto ha risposto con le stesse generiche affermazioni usate con noi sei mesi fa. Ha riconosciuto quanto il tema sia delicato e importante, ma si è limitato alla cronistoria della centrale. Avremmo voluto richiedergli un nuovo incontro, ma mancano le condizioni dopo queste dichiarazioni».

Il nodo dei tempi

C’è poi il problema tecnico: «Come abbiamo detto al sindaco a novembre, se il teleriscaldamento ad Alba venisse alimentato con una nuova centrale, difficilmente oggi sarebbe competitivo. È vero che le grandi centrali possono raggiungere un’elevata efficienza, ma le perdite di calore nella rete (che arrivano al 20%) possono vanificare questo vantaggio». Da non dimenticare i costi: «Per realizzare una nuova centrale, servirebbero 40 milioni di euro e almeno tre anni di tempo. Dall’altro lato, se si dovrà tornare alle caldaie a gas o alle pompe di calore, occorreranno comunque anni per riorganizzare il servizio per oltre 600 condomini, con molti problemi di logistica».

Concludono Cuniberto, Sciolla e Barone: «Da parte nostra, ci rendiamo pienamente disponibili a dialogare con tutti i portatori di interesse e ci auguriamo che presto seguano alle parole fatti e proposte concrete».

Banner Gazzetta d'Alba