Asti Docg: verso resa a 85 quintali per ettaro

Confagricoltura Piemonte sostiene la proposta del Consorzio per la prossima vendemmia

Asti Docg: è il vino piemontese dell’anno 2026

AGRICOLTURA – La proposta di fissare a 85 quintali per ettaro la resa produttiva del Moscato d’Asti Docg per la prossima vendemmia incassa il sostegno di Confagricoltura Piemonte.
L’organizzazione agricola accoglie con favore la decisione del Consorzio dell’Asti Docg di sottoporre la misura alla Regione Piemonte, ritenendola una scelta equilibrata e in grado di rispondere alle esigenze del comparto.

Secondo Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte, la proposta rappresenta un importante segnale per le migliaia di aziende vitivinicole che coltivano Moscato nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo.

«Pur in una fase di mercato che continua a presentare elementi di criticità, la decisione del Consorzio rappresenta un segnale importante per migliaia di aziende che coltivano Moscato nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo. La resa di 85 quintali per ettaro consente di salvaguardare la sostenibilità economica delle imprese senza compromettere gli equilibri della denominazione. È una scelta che va nella direzione indicata dal territorio e che riconosce gli sforzi sostenuti dai produttori in questi anni».

La proposta arriva dopo settimane di confronto tra amministrazioni comunali dell’area del Moscato, organizzazioni agricole e rappresentanti della filiera. Un percorso che, secondo Confagricoltura, ha permesso di individuare una soluzione capace di contemperare le difficoltà del mercato con la necessità di garantire redditività alle aziende agricole.

«Il dialogo tra produttori, industria, istituzioni e Consorzio è stato determinante. In un momento nel quale il comparto deve affrontare sfide importanti sui mercati internazionali, la compattezza della filiera è un valore aggiunto che va preservato», ha aggiunto Allasia.

Confagricoltura guarda inoltre con interesse alle strategie di sviluppo della denominazione. «Le recenti innovazioni introdotte dal Consorzio, l’Asti Rosé e i nuovi progetti di promozione della denominazione dimostrano la volontà di raggiungere nuovi consumatori. La valorizzazione della produzione deve rimanere l’obiettivo comune di tutta la filiera, perché dalla forza dell’Asti Docg dipende il futuro di uno dei territori vitivinicoli più importanti del Piemonte», conclude il presidente di Confagricoltura Piemonte.

Redazione

Banner Gazzetta d'Alba