di Beppe Malò
ALBA – Venerdì 19 giugno, dalle 17 sul palco del teatro del Sociale, si terrà l’assemblea annuale di Confindustria Cuneo e di Confindustria Piemonte. Parliamo della situazione attuale con Mariano Costamagna, imprenditore cheraschese alla guida degli industriali cuneesi.
L’industria che fa la storia: perché è stato scelto questo titolo, Costamagna?
«Abbiamo scelto per l’assemblea di Confindustria Cuneo e Piemonte questo titolo perché il concetto di “made in” oggi non indica soltanto un’origine geografica, ma anche una cultura produttiva e la profonda capacità di trasformare saperi, lavoro e materie prime in valore. Sono questi gli aspetti che vorremmo sottolineare».
Quali sono le variabili più insidiose con cui siete chiamati a confrontarvi?
«Per molte imprese dei vari settori, oggi è più complicato stare sul mercato, esportare, accedere al credito, investire e affrontare una concorrenza globale sempre più aggressiva. Pesano costi energetici, incertezza internazionale, regole complesse e trasformazioni tecnologiche rapide».
Con quale approccio, dunque, andranno affrontate queste variabili?
«Come ha ricordato il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, che avremo tra i nostri ospiti ad Alba, le sfide che dobbiamo affrontare richiedono un senso di responsabilità comune e soprattutto condiviso. Il Piemonte e Cuneo hanno una forza industriale concreta, ma que-
sta posizione non deve essere considerata come acquisita per sempre».
Quali sono i cambiamenti auspicabili, anche dal punto di vista di chi sta ai vertici della politica del Paese?
«Per accompagnare le imprese in questo percorso, servono credito accessibile, energia competitiva, regole semplici, infrastrutture adeguate, giovani preparati e imprese capaci di crescere. Dentro le difficoltà ci sono opportunità: la domanda di qualità, affidabilità e competenza produttiva resta centrale e questo è un segnale molto positivo che non dobbiamo perdere di vista. Citando ancora il presidente Orsini, “oggi è il tempo del coraggio”. Anche per noi ciò significa scegliere con attenzione che cosa vogliamo diventare, lavorando insieme perché l’industria resti decisiva per Cuneo, per il Piemonte e tutto il Paese».
