di Maria Grazia Olivero
IN MONTAGNA – Se i versi di Remigio Bertolino hanno la capacità di bucare la mente per arrivare al cuore, aprendo il chiavistello dell’emozione attraverso il cadenzato suono della poetica in dialetto, vale la pena di ascoltare pure il suo passo d’artista applicato al romanzo storico.
Lo si farà sabato 8 agosto alle 17.30 nella frazione Vernagli di Montaldo Mondovì. Qui, presso l’albergo La Maddalena si terrà, a cura dell’associazione Blu genziana – che sta allestendo il tragitto del Cammino della Maddalena Alba-Finale, con l’intento di portare alla luce anche la storia delle aree attraversate -, sarà la volta di un intervento con lo sfondo del volume di Bertolino: L’uomo che raccontava della Guerra del sale, edito da Neos.
La Guerra del sale fu la drammatica insurrezione avvenuta alla fine del Seicento nei territori di Mondovì e delle sue vallate contro il Ducato dei Savoia, a causa di una pesante gabella imposta sul vitale prodotto: i monregalesi, spiriti indomiti, non accettarono il sopruso e si rivoltarono. La ribellione fu sedata nel sangue, con la perdita dei privilegi di autonomia per Mondovì e le sue vallate, centinaia di impiccagioni, deportazioni e devastazioni. Nel 1699, al termine di scontri ventennali, alcuni paesi, Monastero Vasco e Montaldo Mondovì in particolare, ma non solo, vennero distrutti dalle truppe sabaude, guidate dal generale Des Hayes e famiglie intere vennero deportate nel Vercellese. Si trattò di un funesto momento storico, peraltro oggetto di una rievocazione organizzata dall’Accademia Aleramica di Alba – fondata dal compianto Raoul Molinari – nella primavera del 2008 su varie piazze: Savona, Vicoforte, Montaldo Mondovì, Mombasiglio e Torre Mondovì.
Una lunga carriera
Ma torniamo a Remigio Bertolino per capire le vicende di una popolazione dal carattere forgiato in secoli di lotta per la sopravvivenza. Lo scrittore, nato a Montaldo Mondovì nel 1948, ha pubblicato più volumi di poesie in piemontese ed è presente in numerose antologie. Se nel 2011 Puntoacapo editrice ha raccolto la sua produzione in Versi scelti 1976-2009, con prefazione di Giorgio Bárberi Squarotti, Giovanni Tesio – filologo, critico letterario e storico della letteratura italiana – ha riconosciuto in lui «il poeta che più di ogni altro riesce oggi ad allineare la poesia in piemontese ai risultati della più provveduta (e pur nei suoi limiti, più nota) poesia in lingua. Il suo è un mondo di silenzi, di solitudini, di nudità. Persone e voci che parlano dicendo la loro vita, aggrappandosi ai loro sentieri, descrivendo le loro abitudini, esprimendo le loro afflizioni, ma anche annunciando le loro redenzioni».
Nel romanzo L’uomo che raccontava della Guerra del sale Remigio Bertolino si fa «cantore delle montagne e delle genti di quella parte di Piemonte che confina con la Liguria, ci restituisce l’esaltazione e l’orrore di un’antica rivolta popolare e lo stridente contrasto fra una natura dura ma bellissima, e la cruenta inconciliabilità delle motivazioni umane. È la storia di un’impresa condannata al fallimento che fu intrapresa per dignità e per orgoglio montanaro contro l’avidità dei signori, i Savoia», come spiega la nota a margine del libro
Quello dell’8 agosto è dunque un appuntamento da non perdere: le letture del romanzo saranno affidate ad Ada Prucca, mentre le proiezioni sui luoghi della guerra del sale si avvarranno di immagini e testi di Edoardo Brunengo. Per l’occasione, inoltre, Pelo Gregorio e Franco Cattaneo proporranno alcune ballate sul tema.
