BRA – «Chi semina utopia raccoglie realtà». È la frase che più di ogni altra racchiude il pensiero e l’eredità di Carlo Petrini e che, nella serata di lunedì 30 giugno 2026, ha accompagnato il Consiglio comunale aperto che la Città di Bra ha voluto dedicare alla memoria del suo concittadino più illustre, fondatore di Slow food e figura di riferimento internazionale, recentemente scomparso.
La sala consiliare del Municipio ha accolto amministratori, istituzioni, rappresentanti del mondo economico e associativo e numerosi cittadini, riuniti per rendere omaggio a un uomo che, partendo da Bra e dalle proprie radici, ha trasformato quella che sembrava un’utopia in un movimento capace di cambiare il modo di guardare al cibo, all’agricoltura, all’ambiente e alle comunità locali.

Ad aprire la seduta è stato il presidente del Consiglio comunale, Fabio Bailo, che ha ricordato come per Petrini la memoria dei luoghi fosse un valore fondamentale e come l’identità non dovesse mai diventare motivo di divisione, ma occasione di incontro, dialogo e confronto.
Particolarmente toccante l’intervento della sorella, Chiara Petrini, che ha ringraziato per il grande affetto arrivato da ogni parte del mondo. Ha ricordato il legame profondo del fratello con Bra, città in cui iniziò il suo percorso politico e di volontariato e dalla quale non volle mai allontanarsi, facendone un punto di riferimento internazionale e contribuendo a valorizzare il territorio delle Langhe e del Roero.
Nel corso della seduta sono stati letti anche i messaggi inviati dalle principali istituzioni. Il presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo, ha sottolineato come Petrini abbia dimostrato che anche una comunità locale può generare cambiamenti di portata globale, lasciando un’eredità preziosa soprattutto ai giovani. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha evidenziato il contributo decisivo dato alla valorizzazione dell’agricoltura, della cultura contadina e del cibo, richiamando l’importanza di proseguire il cammino tracciato attraverso Slow food, Terra madre e l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo. Il ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, ha invece ricordato la sua capacità di ridefinire la visione mondiale del cibo e della biodiversità, citando l’istituzione di un premio a lui dedicato e il suo impegno per il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio Unesco.
Nel suo intervento, il sindaco Giovanni Fogliato ha ripercorso la storia civile e politica di Petrini, dagli anni trascorsi come consigliere comunale fino alla nascita di una visione capace di affermare il diritto universale a un cibo buono, pulito e giusto, interpretato come strumento di giustizia sociale e dignità umana. Il primo cittadino ha espresso la gratitudine dell’intera comunità «per avere mostrato che da Bra si può contribuire a cambiare il mondo», assicurando l’impegno della città a proseguire il cammino tracciato dal suo concittadino.
Il ricordo è proseguito con gli interventi del Consiglio comunale. A nome della maggioranza, la consigliera Bruna Sibille ha rievocato l’ingresso di Petrini in Consiglio nel 1975, ricordando il fermento politico e culturale che portò in città e il percorso che avrebbe poi dato vita a Slow food, a Cheese e alla rinascita di Pollenzo. Per la minoranza è intervenuto il consigliere Massimo Somaglia, che ha parlato di un uomo capace di mantenere salde le proprie radici pur diventando un autentico cittadino del mondo, in grado di dialogare con la stessa naturalezza con capi di Stato e piccoli produttori.
Anche il mondo economico ha voluto rendere omaggio al fondatore di Slow food. Il presidente della Camera di commercio di Cuneo, Luca Crosetto, lo ha definito «un gigante del nostro tempo», annunciando iniziative concrete e borse di studio per sostenere gli studenti dell’Università di Pollenzo e favorire la formazione dei lavoratori del settore della ristorazione.
A chiudere il Consiglio comunale sono stati i rappresentanti delle due realtà più significative nate dalla visione di Petrini. Barbara Nappini, presidente nazionale di Slow Food Italia, ha ricordato il fondatore come un «maestro collettivo», capace di insegnare che il cambiamento può nascere dalla gioia, dalla condivisione e dal cibo. Ha inoltre annunciato la prossima edizione di Terra madre salone del gusto a Torino, la prima senza il suo fondatore e nell’anno del quarantesimo anniversario dell’associazione.
L’ex vicepresidente dell’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo, Silvio Barbero, ha infine definito Petrini «un rivoluzionario moderno», capace di migliorare concretamente la vita di migliaia di piccoli produttori e studenti, mettendo in dialogo il sapere scientifico con quello contadino. Un’eredità che, ha concluso, richiede di essere portata avanti con umiltà, coerenza e determinazione.
Una serata intensa e partecipata, nella quale Bra ha scelto non solo di ricordare uno dei suoi figli più illustri, ma anche di rinnovare l’impegno a custodire e far crescere quella visione che, partita da una piccola città del Piemonte, è diventata patrimonio del mondo.
Lino Ferrero



