ITINERARI / Un giro tra le diciannove Turris di Alba e Roero

Otto percorsi tra diciannove centri. Punti panoramici e testimonianze di storia locale

ITINERARI / Un giro tra le diciannove Turris di Alba e Roero

di  Davide Barile

ITINERARI Se Alba è la città delle cento torri che in realtà erano una trentina, pure nei paesi attorno si contano numerose costruzioni di questo tipo. Per la verità, mentre nell’ambito urbano la torre era un modo per esibire il proprio prestigio e il potere, nei piccoli centri collinari la funzione era per lo più difensiva e di avvistamento. Nel corso dei secoli, molti Comuni hanno perso le torri a causa dei crolli e della scarsa manutenzione.

Molte delle strutture superstiti sono state recuperate negli ultimi anni e, alcune di loro, tramite i Municipi e gli enti cui appartengono, fanno parte dell’associazione Turris, guidata dal presidente Roberto Bodrito. Il giro ideale delle torri di Langhe e Roero parte da Barbaresco, dove la costruzione svetta come baluardo sul Tanaro: dall’alto dei suoi 30 metri, raggiungibili con un ascensore panoramico, lo sguardo, oltre a colline e montagne, è attratto dal lento e sinuoso corso del fiume Tanaro.

Da qui si avvista quella, gemella per altezza, di Santa Vittoria d’Alba: un tempo, tra le due, era possibile comunicare lanciando segnali. Oggi la struttura roerina del XII secolo fa parte della struttura ricettiva che gestisce l’albergo ospitato nel castello.

A Corneliano, da alcuni anni, si può salire in sicurezza fino ai quasi 23 metri della torre dodecagonale del XIII secolo: sono passati i tempi in cui, con il rischio di rovinose cadute, i coscritti si arrampicavano sul muro per appendere la propria bandiera sulla cima. Sempre nel Roero, a Montaldo la torre raggiunge i 33 metri, è del Trecento e appartiene a privati.

Spostandosi nuovamente nelle Langhe, a Castiglione Falletto la famiglia Cavallotto ha curato il restauro del castello e del torrione centrale, per il quale è stata progettata una soluzione innovativa con il posizionamento, sulla sommità, di una ringhiera richiudibile.

A una quindicina di chilometri da Alba c’è Albaretto, che nella seconda parte del nome, per distinguersi dal soppresso Comune di Albaretto Valle di Macra, porta proprio il suffisso “della Torre”. Alta 28 metri e citata per la prima volta nel 1340, la costruzione presenta una struttura quadrata maggiormente spartana e, da lassù, sembra proprio di essere sospesi nel verde delle campagne circostanti.

Altro centro turrito è Murazzano: il monumento è visitabile nei fine settimana estivi e, nei prossimi mesi, sarà accessibile tutto l’anno tramite applicazione. Il paese è a quota 739 metri e la torre, posta nel mezzo di un parco ombreggiato, misura 33 metri: c’è chi giura che, nelle giornate particolarmente terse, da qua si possa vedere il mare.

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A pochi chilometri da Murazzano c’è «l’esile torre di Castellino» cantata dal Carducci nella poesia Bicocca di San Giacomo. Perfettamente cilindrica e alta 33 metri, è in posizione strategica sul Tanaro. Sempre nella Langa Monregalese, a Rocca Cigliè la torre medievale occupa la centrale piazza del Municipio.

Spostandosi nei versanti della Valle Bormida, a Cortemilia la torre cilindrica di 26 metri è in attesa di un intervento di riqualificazione che coinvolgerà pure il parco circostante. A poca distanza c’è Perletto e, in questo caso, la torre, di proprietà di un istituto assistenziale, misura 36 metri, altezza che permetteva di comunicare con quella di Cortemilia, da una parte, e i centri di Olmo Gentile, San Giorgio Scarampi e Roccaverano dall’altra.

Queste ultime sono tutte e tre ben conservate. Roccaverano, che con i suoi 759 metri è uno dei centri langaroli con la maggior altitudine, nel suo territorio presenta pure la torre della frazione Vengore.

La bella torre quadrangolare di Camerana, esempio dell’architettura della famiglia Del Carretto, è visitabile richiedendo le chiavi in Municipio.Trasferendosi in Valle Belbo, si incontra la torre di Santo Stefano, che trattandosi di un bene privato, la si può osservare soltanto dal concentrico. Ben restaurata e sempre visitabile è la torre di Niella, alta 15 metri. La torre civica di Dogliani, risalente al Trecento, è stata recuperata a fine Ottocento dal celebre architetto locale Giovanni Battista Schellino e, da allora, caratterizza il profilo della parte alta del paese. Altre torri civiche nella bassa Langa sono a La Morra e a Monforte.

Il tour si configura in otto itinerari attraverso diciannove torri, passando dalla Langa al Roero, fino all’alta Langa e alla Valle Tanaro.

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