Conferenza stampa finale al Roof dell’Ariston: bilanci, emozioni e numeri record

Al Teatro Ariston il bilancio conclusivo tra ascolti, presenze e prospettive future

testo e foto di Pierangelo Vacchetto

SANREMO – Questa mattina, nella sala Roof del Teatro Ariston, si è svolta la conferenza stampa conclusiva del Festival di Sanremo che ha rappresentato il momento del bilancio finale del Festival di Sanremo, un’edizione che ha confermato la forza e la centralità della manifestazione nel panorama culturale e mediatico italiano ed europeo.

Il clima è stato quello delle grandi occasioni: informale, partecipato, attraversato da un senso condiviso di soddisfazione. Giornalisti, addetti ai lavori e rappresentanti delle istituzioni si sono confrontati su quanto costruito nel corso della settimana, sottolineando come il Festival abbia saputo mantenere una forte identità popolare senza rinunciare a rinnovarsi.

Sanremo si conferma un evento capace di attrarre pubblico eterogeneo, giovane e internazionale, trasformando la città in un punto di riferimento culturale, mediatico ed economico.

Abbracci, emozioni e dichiarazioni

Un appuntamento caratterizzato da un clima disteso e cordiale, fatto di saluti tra giornalisti, volti noti e nuovi, confronti sui voti espressi e sulle classifiche finali, ma anche di scambi sinceri di opinioni su chi avrebbe meritato la vittoria. Tra gli artisti presenti non sono mancati grandi abbracci, complimenti reciproci e un evidente spirito di fair play.

Saif ha espresso soddisfazione per i due secondi posti conquistati, sia nella serata delle cover sia al Festival, parafrasando un termine calcistico: “È come aver perso ai rigori”.

Grande gioia anche per Ditonellapiaga, che ha ammesso di non immaginare nemmeno di poter essere scelta da Carlo Conti e che invece ha vinto la serata delle cover, il premio per la migliore esecuzione musicale e un prestigioso terzo posto nella classifica finale.

Per Sal Da Vinci il risultato rappresenta il coronamento di una carriera lunga e intensa. Emozionante anche il momento in cui, dopo 38 anni dall’ultima vittoria di un artista napoletano come Massimo Ranieri, il vincitore ha voluto dedicare parte del suo successo a Geolier, salito sul palco senza riuscire a conquistare il primo posto, e ad altri colleghi che in passato hanno sfiorato la vittoria con meno fortuna, come Gigi D’Alessio.

Alla tradizionale domanda sulla partecipazione all’Eurovision Song Contest, il vincitore ha risposto citando il titolo del brano “Per sempre sì”. Felicità palpabile anche per Fulminacci, che ha raccontato di non trovare ancora le parole per descrivere quanto accaduto, è sempre stato il suo sogno e si è avverato, mentre Serena Brancale ha sottolineato la soddisfazione per l’apprezzamento ricevuto da una canzone complessa e intima, legata al difficile rapporto emotivo con la madre.

I numeri della città e gli ascolti

Nel corso della conferenza sono stati comunicati anche i dati ufficiali sulle presenze in città. Al netto della giornata di giovedì 26, sono state registrate oltre 151.000 presenze, un dato già superiore alla media giornaliera dell’intera settimana del Festival dello scorso anno, che si era attestata complessivamente a 149.000 unità.

Un risultato significativo, ulteriormente rafforzato dalla presenza di pubblico proveniente da tutta Italia e dall’estero: circa l’8% dei presenti è composto da stranieri, in gran parte francesi, a conferma della dimensione nazionale e internazionale dell’evento.

Per quanto riguarda gli ascolti televisivi, il dato Auditel della serata finale è ancora parziale, poiché la trasmissione si è conclusa oltre l’1:59, orario di chiusura della giornata di rilevazione. Tuttavia, i numeri provvisori parlano di 11 milioni e 700 mila spettatori, con oltre il 68,9% di share.

Giovani, pubblicità e centralità RAI

Il bilancio finale evidenzia un Festival capace di parlare ai giovani, con l’80% del target nella fascia 15-24 anni, e di segnare una vera svolta stilistica: dalla semplice canzone si è passati alla rappresentazione del momento, con una cura dello show e dell’allestimento scenico che ha segnato un punto di svolta rispetto al passato. Centrale anche la dimensione internazionale, con ospiti di caratura globale e un mercato musicale in continua crescita, come dimostrano i dati discografici.

Sul fronte economico, gli incassi pubblicitari hanno raggiunto 72 milioni di euro, con un incremento di oltre il 10% rispetto all’anno precedente. Un risultato importante in un contesto generale complesso, che riafferma la centralità della RAI nel panorama mediatico nazionale.

Lo sguardo verso il futuro

Nel corso della conferenza non sono mancati i ringraziamenti alla squadra che ha lavorato per mesi alla costruzione dell’edizione appena conclusa e a Carlo Conti, riconosciuto come figura chiave di un percorso che ha portato a risultati importanti. Allo stesso tempo, lo sguardo si è spostato in avanti, verso il futuro.

La Rai ha infine salutato con soddisfazione la nomina di Stefano De Martino come futuro direttore artistico, ritenuta una scelta giusta e naturale per proseguire nel solco di una formula vincente che ha reso il Festival sempre più popolare, diffuso e centrale anche per il futuro.

Toccherà alla nuova direzione artistica guidata da Stefano De Martino costruire la prossima sfida, capire quale squadra metterà in campo, quale visione porterà sul palco e come prenderà forma la 77ª edizione del Festival di Sanremo, chiamata ancora una volta a rinnovare una tradizione che continua a guardare avanti.

Oltre lo spettacolo

Ora che i riflettori del Teatro Ariston si sono spenti e il Festival è tornato a essere memoria, attenzione e curiosità dovranno inevitabilmente spostarsi altrove. Per giorni i social network e le televisioni sono stati invasi da commenti, meme, classifiche e polemiche, creando una bolla di leggerezza capace di sospendere, almeno per un momento, il peso della realtà.

Ma fuori dal perimetro rassicurante dello spettacolo, il mondo continua a presentare problemi complessi, spesso dimenticati o messi in secondo piano proprio mentre l’intrattenimento monopolizza il racconto pubblico. Sanremo ha assolto ancora una volta alla sua funzione di grande rito collettivo, di pausa condivisa, ma ora il silenzio che segue la musica impone una riflessione diversa.

La festa è finita, le luci si sono abbassate e resta la responsabilità di tornare a guardare ciò che accade oltre il palcoscenico: crisi, conflitti, tensioni sociali ed economiche che chiedono attenzione e consapevolezza. Perché la leggerezza è necessaria, ma non può diventare distrazione permanente. E se per una settimana Sanremo è stato il centro del racconto, da domani il racconto torna a essere quello della realtà, con tutte le sue urgenze.

Crescita televisiva e impatto territoriale

Dal punto di vista televisivo, il Festival ha mostrato una crescita costante nel gradimento, consolidando sera dopo sera l’attenzione del pubblico. Un risultato che testimonia la solidità del progetto editoriale e la capacità di intercettare gusti, linguaggi e tendenze differenti. La dimensione dello spettacolo ha segnato un ulteriore passo in avanti: la canzone resta centrale, ma viene sempre più inserita in una costruzione scenica e narrativa che guarda allo show nella sua interezza.

Significativo anche l’impatto sul territorio. Sanremo ha vissuto giorni di grande afflusso e partecipazione, con una presenza diffusa di pubblico e operatori provenienti da tutta Italia e dall’estero. Il Festival si è confermato una vetrina irrinunciabile per il mondo della musica, ma anche per le aziende e per l’intero sistema economico che ruota attorno alla manifestazione.

Dal palco dell’Ariston alla città, fino alla televisione, emerge un Festival che continua a essere giovane, dinamico e aperto al futuro. Centrale, in questo percorso, il ruolo della RAI, che ha ribadito la propria capacità di valorizzare un evento unico per dimensioni, rilevanza e impatto culturale.

Nel corso della conferenza non sono mancati i ringraziamenti alla squadra che ha lavorato per mesi alla costruzione dell’edizione appena conclusa e a Carlo Conti, riconosciuto come figura chiave di un percorso che ha portato a risultati importanti. Allo stesso tempo, lo sguardo si è spostato in avanti, verso il futuro.

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