di Davide Barile
LA STORIA – Per la buona riuscita di una trasmissione o per la copertura mediatica di un grande evento ci sono lavoratori che, in silenzio e dietro le quinte, hanno il compito di far funzionare alla perfezione la macchina televisiva. Uno di questi è Giorgio Gallo, albese classe 1963, in Rai dal 1992 come operatore video e direttore della fotografia dal 2018.
Dalle Olimpiadi alla Champions, fino ai Mondiali
La sua gavetta inizia a sedici anni, quando da studente del liceo scientifico inizia a collaborare con Carlo Passone a Tv Alba, trasformando nel corso degli anni la passione in una professione. Quando racconta le sue esperienze alla Rai, Giorgio è un fiume di aneddoti: «Ho seguito le Olimpiadi di Salt Lake city, Atene, Torino e Pechino, due invernali e due estive. Di recente, sono stato impegnato con le Atp e ho scattato le foto di scena per la pubblicità delle Paralimpiadi di Milano Cortina. Tra le grandi partite di calcio, ricordo quelle di Champions league nell’anno del triplete dell’Inter e i Mondiali in Qatar nel 2022, ma pure i 10 anni in sella alla moto per il Giro d’Italia.»
Tutti cantano Sanremo
Oltre allo sport, c’è molto altro nel curriculum di Giorgio: «Di recente, io e la squadra tecnica di Torino abbiamo curato Tutti cantano Sanremo, campagna promozionale del Festival. Siamo stati a Trento, Lucca, Parma, Cosenza, Pesaro, Roma e, per il finale, a Sanremo». In piazza di Spagna a Roma e a Sanremo «c’erano Carlo Conti e Laura Pausini. Conti sembra abbia sempre fretta, ogni volta dice “su andiamo, dài dài”. Non ha pretese riguardanti il lato migliore da inquadrare, di solito con lui è buona la prima o al massimo la seconda. Con gli spettatori si ferma sempre volentieri a parlare».
«La Pausini, nonostante il codazzo di gente che cura la sua immagine, con noi è stata tranquilla e carina. In generale, i famosi devi saperli prendere per il verso giusto». Il Festival «preferisco vederlo in televisione: l’Ariston, in realtà, è molto più piccolo di ciò che sembra, quando ci entri per la prima volta dici “tutto qua?”».
Il legame con Alberto Angela e la cronaca nera
Al momento «stiamo girando L’albero azzurro e, da qualche settimana, abbiamo terminato le riprese di Passaggio a Nord Ovest. Da cinque anni curo la parte in studio con Alberto Angela: lui, nella vita reale, è come lo vedi in studio».
Inevitabilmente, nel corso degli anni qualcosa che è piaciuto di meno c’è stato: «Pativo un po’ quando seguivo la cronaca nera a La vita in diretta, secondo me c’era stato una sorta di accanimento su certi casi, come quello di Cogne. Il diritto di cronaca e il voyeurismo sono due cose diverse. Ricordo che, nel 2000, stavo seguendo la Formula uno a Monza: si verificò un incidente mortale con una ruota che colpì in pieno petto un commissario. Nei paraggi, l’unica telecamera buona era la mia, ma scelsi di staccare la diretta senza riprendere i soccorsi. Credo che sia necessario capire quando è il momento di fermarsi».
