Abitare il piemontese / La parola della settimana è Bajòna

Sinonimo di merce scadente, in riferimento all’omonima città

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ABITARE IL PIEMONTESE – Nel lessico piemontese, bajòna indica ciò che è scadente, di poco valore: in origine soprattutto stoffe e tessuti, ma con il tempo il significato si è esteso a qualsiasi merce mediocre. Tra i sinonimi troviamo batarìa, anch’esso legato all’idea di qualità inferiore. L’espressione tipica è ròba ‘d bajòna, cioè merce scadente, ma ciò che rende interessante questo termine è la sua possibile origine. La questione tocca uno dei meccanismi più affascinanti della linguistica, la cosiddetta etimologia toponimica peggiorativa, ovvero il processo per cui il nome di un luogo diventa sinonimo di scarsa qualità. Succede qualcosa di simile anche con la parola italiana dozzinale (dalla dozzina, merce venduta in lotti anonimi).

Due le ipotesi

La prima rimanda a Bayonne, città della Francia Sud-Occidentale nel dipartimento dei Pyrénées-Atlantiques, importante porto commerciale tra XVII e XVIII Secolo: qui si commerciavano anche tessuti, probabilmente non sempre all’altezza dei grandi centri manifatturieri. Secondo il linguista Gian Luigi Beccaria, il lemma «sembra trovare un focolare genetico a Biella, cittadina di antica produzione tessile, che era interessata ovviamente a screditare la produzione concorrente». L’ipotesi di questo focolare genetico è plausibile, poiché effettivamente Biella era il cuore della produzione laniera piemontese. La seconda ipotesi guarda invece alla Baiona della Galizia spagnola, porto atlantico dove arrivavano bastimenti carichi di merci di qualità inferiore, poi redistribuite nei mercati europei. Un nodo commerciale di collegamento importante, noto anche perché lì attraccò Cristoforo Colombo di ritorno dall’America nel 1493.

Stabilire con certezza quale sia l’origine è difficile, tuttavia la vicinanza geografica e commerciale della Bayonne francese, insieme alla forte identità tessile di Biella, rende particolarmente convincente la prima ipotesi. Bajòna diventa così una parola che, raccontando un giudizio di valore, si fa traccia linguistica di dinamiche economiche, rivalità e strategie produttive. Uno sguardo sul mondo, un piccolo esempio di come il linguaggio sappia custodire la storia sociale di un territorio.

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