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Asti-Cuneo: da questa mattina si paga anche tra Roddi e Bra/Marene

Azione ribadisce, in questo modo, la A33 diventa tra i tratti più cari d'Italia

Asti-Cuneo aperta a 4 corsie. Dal 4 maggio scatta il pedaggio tra Roddi e Cherasco

A33 – Da questa mattina, lunedì 4 maggio, come annunciato sono stati attivati i portali i portali 6 e 7 dell’Asti-Cuneo in corrispondenza dell’apertura al traffico delle quattro corsie dell’ultimo lotto, rendendo operativo il pedaggio tra Roddi, Alba Ovest, Cherasco e Bra/Marene.

Viaggiare da Asti a Cuneo, o viceversa, costerà nel complesso 10,74 euro. Sul sito dell’Asti-Cuneo è disponibile il valore dei singoli tratti intermedi, a seconda dei mezzi con cui si viaggia (LEGGI QUI).

Vediamo alcuni esempi.

Quanto costa

Per i mezzi in classe 1, cioè moto e auto, se si entra a Roddi e si esce ad Alba Ovest si pagano 50 centesimi. Se si esce a Cherasco si arriva a 1,71 euro e 2,01 per l’uscita Bra-Marene. Se si entra ad Alba Ovest e si esce invece a Roddi, si paga 50 centesimi, 1,36 euro se si esce a Cherasco e 1,66 euro per l’uscita Bra-Marene. Chi entra a Cherasco paga 1,71 euro se esce a Roddi, 1,36 euro se esce d Alba Ovest, 0,72 euro se esce a Bra Marene.

Il sistema e le esenzioni

Con l’attivazione dei portali, il sistema di pedaggio è quello free flow, senza caselli e rallentamenti. La tangenziale di Alba, che per ora non è compresa nel tratto autostradale, resta gratuita. Non paga alcun pedaggio chi si reca all’ospedale Ferrero a Verduno: la gratuità in questo caso è garantita dal portale H, che smarca il pedaggio per i veicoli in entrata e in uscita al nosocomio.

Le agevolazioni

Come ribadito dall’Asti-Cuneo Spa, restano in vigore due agevolazioni:

  • il telepedaggio, che implica uno sconto del 25% per chi lo attiva sul pedaggio regolare.
  • il conto targa, che per chi lo attiva implica uno sconto del 20% su ogni transito free flow.

Le critiche

In concomitanza all’avvio del pedaggio, è arrivata una nota del partito Azione Cuneo, il cui segretario è Giacomo Prandi: «La A33 è un passo fondamentale per la viabilità della nostra provincia e, proprio per questo, non possiamo ignorare che l’attuale schema tariffario rende questa autostrada una delle più care d’Italia. Per molti pendolari, questi tratti fungono da vere e proprie tangenziali urbane: tassarle pesantemente è una scelta che penalizza il territorio, con il rischio concreto di causare un ritorno massiccio di veicoli su strade già sature come la S.S. 231 e la S.P. 7, aumentando così il rischio di incidenti e aggravando l’impatto ambientale sul territorio con rallentamenti e code nei centri abitati».

Prandi esprime inoltre forti riserve proprio sulle modalità di riscossione: «Da oltre un anno, come Azione, denunciamo le lacune del sistema “free flow”. È una tecnologia che è stata implementata male e spiegata peggio alla cittadinanza. Il rischio è che la confusione e i costi elevati spingano gli automobilisti a fuggire dall’autostrada».

In chiusura, Prandi richiama l’amministrazione regionale alle proprie responsabilità, citando gli impegni presi in aula: “Chiediamo che l’ordine del giorno approvato in Consiglio Regionale negli scorsi mesi non resti lettera morta. La gratuità del tratto Alba-Bra-Cherasco, o almeno una forte agevolazione per i residenti, deve diventare realtà. Mantenere questa promessa significa garantire
un accesso equo a un’infrastruttura strategica, evitando che un’opera attesa per decenni diventi un privilegio per pochi a causa di pedaggi incoerenti con la sua funzione territoriale».

redazione

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