Abitare il piemontese / La parola della settimana è Tachgnèis

Significa: appiccicoso, attaccaticcio e viscoso, ma anche individuo invadente, avaro e litigioso

Abitare il piemontese / La parola della settimana è Barlet 1

di Paolo Tibaldi

ABITARE IL PIEMONTESE – Nel lessico piemontese, tachgnèis (femminile: tachgnèisa) restituisce con immediatezza una sensazione concreta: quella lieve ma fastidiosa appiccicosità che resta sulle dita dopo aver mangiato frutta con le mani, o quando qualche goccia di ghiacciolo sciolto lascia sulla pelle una patina zuccherina. E ȓ’heu ëȓ man tachgneise (ho le mani appiccicose): è una condizione che genera impaccio, quasi un’inibizione del gesto, perché toccare diventa disagio personale e timore di danneggiare ciò che ci circonda. Basta però un filo d’acqua per ristabilire l’equilibrio e ritrovare il piacere del tatto.

Da questa esperienza concreta, la parola si estende a descrivere caratteri e comportamenti. Così tachègn e tachgniss indicano non solo ciò che è appiccicoso, ma anche la persona invadente, petulante, difficile da allontanare. Tachiss diventa l’attaccaticcio per eccellenza; tacant rimanda a qualcosa di tenace, viscoso o glutinoso, che non molla la presa. Il campo semantico si allarga fino a sfiorare tratti morali: tacagn e tacagnos evocano l’avarizia, ma anche una certa rissosità; tachign e tachignos oscillano tra litigiosità, minuzia e grettezza. Non manca il verbo tachignesse, che racconta il punzecchiarsi reciproco, un ‘attaccare’ con accezione conflittuale.

L’etimologia resta discussa. Alcuni linguisti richiamano il germanico TAHANJAN, da TAHU ‘tenace, attaccato’ (intendendo ‘attaccato al denaro’), ma l’ipotesi appare fragile. Più plausibile è il legame con lo spagnolo tacaño, ‘degno di taccia, tacciabile’ e poi ‘restio a spendere’, forse con intrecci ebraici (TAQANAH, ‘regolamento, transazione’) o mediazioni francesi. Altri propongono una derivazione da tacco, ‘pezzo di legno’ nel senso figurato di persona materiale e gretta, passando per il latino maccheronico TRACAGNUM, con passaggi metaforici successivi. Non sorprende, infine, l’affinità con il francese taquin, oggi ‘dispettoso’, ma nel XV secolo ‘uomo violento’ e successivamente ‘avaro’, forse connesso al nederlandese taken, ‘afferrare’.

Tachgnèis è dunque un piccolo universo linguistico in cui corpo e carattere si incontrano, e dove l’aderenza delle cose diventa metafora caratteriale.

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