CUNEO – «Immaginate per un momento se la sorella del Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, fosse tra le persone in corsa per diventare Segretaria generale della Fondazione CRT o della Compagnia di San Paolo. Qualcuno pensa davvero che il centrodestra starebbe zitto? Che non parlerebbe di opportunità politica, di trasparenza, di rapporti di potere? È ciò che sta succedendo oggi a Cuneo con la Fondazione CRC e con la candidatura alla direzione dell’ente, ormai data per certa, della sorella del Presidente della Regione Piemonte, Giuliana Cirio. Il punto va chiarito subito: nessuno sta discutendo competenze o percorsi professionali. Ma chi ricopre incarichi istituzionali così rilevanti dovrebbe sapere che esiste anche un tema di opportunità».
Lo dichiara Marco Grimaldi, vicecapogruppo di Avs alla Camera, che ha annunciato così di avere presentato un’interrogazione parlamentare al Ministero dell’economia e delle finanze per verificare la legittimità dell’iter.
I dubbi
«Non stiamo parlando di un incarico qualunque ma della guida di uno dei soggetti più influenti del territorio cuneese, con un ruolo centrale nelle politiche culturali, sociali ed economiche della provincia. Le preoccupazioni espresse in queste settimane da associazioni, realtà civiche e da molte persone del territorio sono comprensibili e meritano attenzione. Il rischio è che i legami familiari con i vertici della politica regionale contribuiscano a concentrare ulteriormente potere e influenza nelle mani di pochi. E quando si parla di enti che gestiscono risorse così importanti, la percezione di indipendenza conta quanto l’indipendenza stessa».
I collegamenti con l’informazione
La discussione diventa ancora più delicata alla luce delle indiscrezioni relative a un possibile ingresso della Fondazione CRC e di Confindustria nella proprietà de La Stampa. Se soggetti già molto influenti sul piano economico e istituzionale aumentano ulteriormente il proprio peso anche nel sistema dell’informazione, è evidente che ciò possa compromettere gli equilibri democratici e del pluralismo. In un contesto in cui il pubblico arretra sempre più su welfare, servizi sociali, cultura e politiche territoriali, il ruolo crescente delle fondazioni rende indispensabili indipendenza, equilibrio e trasparenza nelle scelte di governance. È necessario evitare qualsiasi percezione di un accumulo di risorse, relazioni e influenza nelle stesse reti di potere. «L’auspicio – conclude Grimaldi – è che la Fondazione CRC continui a mantenere un profilo autonomo, autorevole, realmente al servizio della comunità cuneese preservando quella credibilità che rappresenta il suo patrimonio più importante».
