MOBILITÀ – Una fotografia della mobilità di oggi e una riflessione sulle sfide che attendono il trasporto pubblico locale nei prossimi anni. È il quadro emerso da “Territori in movimento”, l’incontro promosso da Confindustria Cuneo per mettere a confronto imprese, istituzioni, associazioni di categoria e mondo della ricerca sulle trasformazioni in corso nel settore.
Al centro del dibattito sono stati posti temi decisivi per il futuro del Tpl: innovazione, sostenibilità, digitalizzazione, integrazione dei servizi e tenuta economica del sistema. Nelle aree interne, montane e policentriche come la provincia di Cuneo, il trasporto pubblico rappresenta infatti una condizione essenziale per accedere allo studio, al lavoro, alla sanità, ai servizi e alla piena partecipazione alla vita sociale ed economica del territorio.
Ad aprire i lavori è stato Marco Bertone, presidente della Sezione Trasporto Persone di Confindustria Cuneo, che ha introdotto il senso dell’iniziativa: costruire una visione della mobilità centrata sulle persone e sui territori, partendo dalle esigenze concrete delle comunità locali e dal ruolo delle imprese che ogni giorno garantiscono il servizio.
Nel corso dell’incontro è intervenuto, con un videomessaggio, anche Giovanni Crosetto, parlamentare europeo, che ha espresso vicinanza al settore e disponibilità a rappresentarne le istanze nelle sedi opportune. Crosetto ha richiamato le preoccupazioni legate all’aumento dei costi dell’energia e dei carburanti, con i conseguenti rischi per la tenuta economica delle aziende del trasporto pubblico locale.
La prima parte dei lavori si è aperta con il contributo di Marco Gabusi, assessore regionale alla Mobilità e Trasporti, che ha richiamato il ruolo della Regione Piemonte nella programmazione del trasporto pubblico locale. Sono poi intervenuti Serena Lancione, presidente Anav Piemonte e Valle d’Aosta, e Maurizio Arnone della Fondazione Links, che ha proposto una lettura dei cambiamenti della mobilità attraverso dati e scenari.
Il confronto istituzionale si è sviluppato con Cristina Bargero, presidente Amp – Agenzia della Mobilità Piemontese, Luca Robaldo, presidente della Provincia di Cuneo, Enrico Galleano, amministratore delegato di Bus Company, e Luca Pellegrino, assessore comunale di Cuneo a Mobilità, Città accessibile, Piste ciclabili, Quartieri e Frazioni.
Tra i contributi presentati anche “Mio” Community, con Samuele Allasia, founder di Tribus Informatica; Monocab, trasporto pubblico rurale con cabine elettriche a guida autonoma, con Thomas Schulte; Move Care, con Elisa Bracco; Guida autonoma nel Tpl, con Brunella Coraleo della Fondazione Links; la favola ecologica “Un mondo da salvare”, con Carola Gullino; e l’intervento di Silvio Ribero, presidente dell’associazione Famiglie numerose. A moderare i lavori è stato Ilario Abate Daga, referente Logistica e Trasporti di Confindustria Cuneo. La giornata si è conclusa con l’intervento di Nicola Biscotti, presidente nazionale Anav.
Tra gli spunti emersi, il progetto Monocab ha rappresentato una delle esperienze più significative sul fronte dell’innovazione applicata ai territori rurali: una soluzione di trasporto pubblico individualizzato basata sull’utilizzo di infrastrutture ferroviarie esistenti o dismesse, con veicoli piccoli, leggeri ed efficienti, pensati per garantire nuove possibilità di collegamento nelle aree rurali e offrire un’alternativa concreta all’uso dell’auto privata.
«Come Confindustria Cuneo abbiamo voluto mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, aziende, ricerca e progettualità innovative», spiega Marco Bertone, presidente della sezione Trasporti di Confindustria Cuneo, «perché il futuro del trasporto pubblico locale non può essere costruito per compartimenti separati. Servono ascolto dei territori, programmazione, sostenibilità economica e capacità di integrare soluzioni diverse: dal Tpl tradizionale alla mobilità dolce, dai servizi a chiamata alla digitalizzazione. La provincia di Cuneo, per la sua conformazione ampia, policentrica e montana, ha bisogno di un modello di mobilità capace di collegare le comunità, sostenere lo sviluppo e contrastare l’isolamento delle aree più fragili».
«La nostra presenza qui oggi è per ribadire più che mai che siamo attenti ad ascoltare i territori e le loro esigenze – spiega Enrico Galleano, amministratore delegato di Bus Company –. In un momento di risorse scarse, l’attenzione alla mobilità deve essere quella dell’innovazione, dello sviluppo e dell’ascolto delle vere esigenze di un territorio che deve essere preservato, non spopolato, ma incentivato alla crescita e allo sviluppo. Tutto ciò può essere possibile anche grazie alla presenza di un servizio pubblico che funziona a misura del nostro territorio. E per sviluppo non possiamo non avere un occhio di riguardo anche all’autoproduzione di energia, che ci renderà liberi dalle logiche folli del mercato dei carburanti, in un’ottica di sostenibilità e digitalizzazione che è il focus chiave della nostra azienda».
Il tema della sostenibilità economica del sistema è stato posto con forza anche da Serena Lancione: «Sono molto orgogliosa di essere qui oggi a rappresentare aziende del territorio che si mettono in discussione per innovarsi e accogliere nuove sfide. Le aziende hanno compreso la necessità di compiere il processo di digitalizzazione e soprattutto di integrazione vera del servizio con le esigenze di mobilità. Questo passa attraverso l’analisi di una serie di soluzioni alla portata delle esigenze di un determinato contesto territoriale».
Lancione ha quindi richiamato le principali criticità che gravano oggi sul comparto: «La situazione del settore del Tpl in generale, e di quello piemontese in particolare, impone in questo momento storico massima attenzione e un grande senso di responsabilità: ritardi evidenti nei pagamenti del corrente, caro carburante, carenza di autisti, risorse del Fondo nazionale trasporti insufficienti. Sono questi i quattro punti che portiamo all’attenzione dell’assessore Gabusi e della presidente dell’Agenzia della Mobilità Bargero. È giusto portare avanti tutti i progetti futuri, ma bisogna prima risolvere e non dimenticare di gestire questi importanti dossier. Senza i pagamenti del corrente nei termini, e a maggior ragione con il rincaro delle materie prime e in particolare del gasolio, le aziende piemontesi sono più che mai sotto pressione. Sappiamo che l’assessore Gabusi saprà far valere le questioni rappresentate nelle sedi opportune, perché la mancanza di cassa in un momento del genere può creare davvero la congestione del sistema».
Redazione
