Passepartout 2026: Tobagi e Ciccarello tra memoria e verità

Le due giornaliste riflettono sugli anni delle stragi e sul valore della conoscenza

Passepartout 2026: Tobagi e Ciccarello tra memoria e verità
Elena Ciccarello e Benedetta Tobagi foto©Rabino

di Andrea Olimpi

CULTURA – Nell’appuntamento pomeridiano del 4 giugno di Passepartout 2026, il dialogo tra Benedetta Tobagi ed Elena Ciccarello ha accompagnato il pubblico in un viaggio attraverso alcune delle pagine più complesse e dolorose della storia italiana, tra terrorismo, stragi, depistaggi e memoria collettiva.

Benedetta Tobagi, scrittrice e storica, ha invitato a guardare agli anni Settanta andando oltre la definizione riduttiva di “anni di piombo”. Un periodo segnato certamente dalla violenza politica, ma anche da una forte vitalità sociale, fatta di movimenti, partecipazione, sindacati e attivismo diffuso. La crescita dei gruppi terroristici, ha spiegato, si inserisce proprio nel momento in cui l’onda lunga del Sessantotto si affievolisce e il Paese entra in una fase di crisi economica e tensioni crescenti.

Particolare attenzione è stata dedicata alle stragi che hanno segnato quegli anni e ai molti interrogativi rimasti aperti. Tobagi ha ricordato il caso di Piazza della Loggia, dove furono uccisi manifestanti antifascisti e sindacali. Nonostante gli elementi disponibili rendessero poco credibile la pista del terrorismo rosso, per anni si continuò a percorrere quella direzione. Depistaggi, lunghi iter giudiziari e una narrazione mediatica spesso confusa hanno contribuito a ritardare l’emersione della verità.

Nel corso dell’incontro è emerso anche il ruolo della loggia P2, definita come un “mondo di mezzo” composto da alti funzionari dello Stato, burocrati e membri dei servizi segreti. Un sistema portato alla luce dai magistrati Gherardo Colombo e Giuliano Turone, mentre Licio Gelli stava già tentando di far sparire documenti e prove.

Rivolgendosi alle nuove generazioni, Tobagi ha sottolineato l’importanza di conoscere le ombre del passato senza dimenticare le conquiste ottenute in termini di diritti, democrazia e consapevolezza civile. Un percorso che richiede quello che ha definito un necessario “ottimismo della volontà”, nella consapevolezza che la difesa della verità e della memoria sia un lavoro continuo.

Alla domanda su quale voce sarebbe necessaria oggi nel dibattito pubblico, la risposta della scrittrice è stata sorprendente: Hans Christian Andersen. Richiamando la fiaba I vestiti nuovi dell’imperatore, Tobagi ha ricordato la figura del bambino che, senza timori o interessi, afferma semplicemente: “Il re è nudo!”. Una voce capace di nominare la realtà senza reticenze e senza compromessi.

Sul tema è intervenuta anche Elena Ciccarello, giornalista e direttrice responsabile di lavialibera, che ha indicato come voce necessaria quella dell’attenzione verso ciò che la società ha già conquistato. Riprendendo una celebre riflessione dello scrittore Kurt Vonnegut – “quando siete felici, fateci caso” – ha invitato a riconoscere il valore del lavoro di ricerca, approfondimento e ricostruzione storica compiuto negli anni.

Secondo Ciccarello, in tempi segnati da nuove incertezze è fondamentale non eludere il passato, ma valorizzare la conoscenza acquisita e la consapevolezza costruita attraverso decenni di studio e di indagini. Far emergere dal caos, dai silenzi e dalle omissioni le verità faticosamente raggiunte rappresenta un patrimonio collettivo da custodire.

Con questo incontro, Passepartout 2026 ha confermato la propria vocazione a dare spazio a voci autorevoli capaci di interrogare il passato per comprendere meglio il presente e orientare il futuro.

Passepartout 2026 si concluderà oggi, domenica 7 giugno, con l’ultimo appuntamento in programma alle ore 21. Protagonista della serata sarà Flavia Piccoli Nardelli, presidente dell’Associazione delle Istituzioni di Cultura Italiane (AICI) ed ex presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, che dialogherà con Agnese Pini, direttrice responsabile di QN Quotidiano Nazionale, La Nazione, Il Resto del Carlino e Il Giorno. L’incontro, dal titolo La Repubblica delle italiane, chiuderà la rassegna con una riflessione sul ruolo delle donne nella vita pubblica, nella cultura e nelle istituzioni del Paese, affidata a due protagoniste del panorama culturale e giornalistico italiano.

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