Salute / Crema solare: attenzione ai falsi miti

La protezione va messa sempre, anche all'ombra, e non ostacola l'abbronzatura

Salute / Crema solare: attenzione ai falsi miti

di Beppe Malò 

SALUTEIl grande caldo non dà tregua e sempre più persone affollano spiagge, piscine, località di villeggiatura o valli alpine in cerca di fresco e notti meno tropicali.

Puntuale, il marketing stagionale si è attivato al fine di consigliare i prodotti solari più adatti. Le agenzie di comunicazione fanno il loro lavoro e noi dobbiamo ricordare che non siamo prodotti da forno come le baguette da supermercato: siamo il frutto di un’evoluzione millenaria che ha premiato le mutazioni favorevoli e vantaggiose per la nostra specie.

Che funzioni svolge la nostra pelle

Non è un caso se la pelle è il nostro organo più esteso. Divisa in tre strati, serve a proteggerci da virus e batteri, a regolare la temperatura e a trasmettere stimoli grazie alle terminazioni nervose del tatto. Contiene le ghiandole sudoripare per smaltire il calore e i melanociti, cellule che producono la melanina. Questo pigmento bruno sale in superficie per difenderci dai raggi ultravioletti, che sono capaci di danneggiare la cute e causare un invecchiamento precoce. In questo senso, le protezioni solari rappresentano un aiuto indispensabile e disponibile in varie formule e fattori.

I falsi miti e l’importanza della crema solare

Vanno usate sempre, anche per i bambini, sotto l’ombrellone, nelle giornate nuvolose o in acqua, e riapplicate più volte al giorno – specie su naso, labbra e zone più esposte – perché il sudore le dissolve. Eppure esiste una corrente di scettici secondo cui i prodotti solari sarebbero solo un business commerciale. Tra le convinzioni errate più diffuse si pensa che la protezione impedisca l’abbronzatura, che basti metterla una volta sola per restare al sicuro da mattina a sera, che i fattori di protezione siano solo numeri scritti sulla confezione, o ancora che si debbano proteggere solo i nei e che la crema sia inutile se si resta all’ombra.

Il pericolo maggiore è credere che queste tesi valgano per chiunque. In realtà ogni pelle è diversa e reagisce ai raggi in modo differente. Una buona protezione, al contrario di quanto si creda, migliora l’abbronzatura proprio perché evita le infiammazioni che ostacolano il lavoro dei melanociti e della melanina. Quindi non bisogna assolutamente affidarsi al fai da te, una tentazione figlia di falsi miti che, anche in tempi recenti, ha causato ustioni gravi, permanenti e invalidanti.

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