IN CONSIGLIO Un impianto idroelettrico sul Tanaro costruito da Edison: la spiegazione del sindaco

IN CONSIGLIO Un impianto idroelettrico sul Tanaro costruito da Edison: la spiegazione del sindaco
Lo sbarramento sul fiume all'altezza della Ferrero. Foto Vacchetto.

di Davide Barile

ALBAIl 31 luglio 2024 Edison Spa, come riportato da Gazzetta d’Alba, aveva presentato al Ministero dell’ambiente il progetto per un impianto di energia idroelettrica sul Tanaro, che dovrebbe sorgere dove è già presente lo sbarramento in cemento armato che alimenta il canale a servizio della Ferrero, circa 200 metri a monte del ponte ferroviario.

Si prevede l’installazione di paratoie mobili alte 2,70 metri che, in caso di piena, potranno essere abbassate per far defluire l’acqua. L’opera sfrutterebbe il salto idraulico medio di 2,39 metri e genererebbe, attraverso due turbine, una potenza nominale massima di 2.483 chilowatt e una nominale media di 1.339 chilowatt.

La richiesta dell’opposizione

Dell’argomento si è parlato nel Consiglio comunale della scorsa settimana su richiesta di Emanuele Bolla, che ha chiesto chiarimenti su che cosa sia emerso sul tema lo scorso novembre, durante una riunione tenutasi nell’ambito dell’assemblea annuale dell’Anci a Bologna. Come ha specificato Gatto, «il confronto è stato promosso da Edison e non si trattava di una relazione tecnica sul progetto, ma di una discussione più ampia sul rapporto tra sviluppo, sostenibilità e collaborazione con pubblico e privato».

E ha proseguito: «A parlare vi erano vari amministratori. Si è discusso pubblicamente di produzione di energia da fonti rinnovabili, senza dare anticipazioni o fare valutazioni sul caso albese». Le decisioni in merito alla costruzione della centrale dovranno seguire tutti i passaggi e le verifiche: «Se il progetto presentato dal privato proseguisse, l’Amministrazione ha già pensato alle opere di compensazione che richiederà. In particolare, come evidenziato in alcune delibere, riguarderanno la qualità ambientale, la fruizione pubblica, l’uso didattico e scientifico degli spazi, aspetti ambientali, paesaggistici, paleontologici e ludico-sportivi».

Le rassicurazioni del sindaco

Gatto ha voluto rassicurare: «Non esiste la volontà di scavalcare procedure ed enti. Ho parlato della necessità di fare pace con il fiume, che in futuro potrà diventare un’opportunità. Per il nostro polmone verde abbiamo investito oltre un milione di euro, soprattutto grazie alle opportunità date dai bandi per il settore». Secondo Bolla, è necessario aprire un dibattito sul tema, «mantenendo posizioni più neutre». Il consigliere ha così concluso: «Alcuni enti autorevoli hanno espresso diverse perplessità, come l’Autorità di bacino distrettuale del Po, che ricorda come gli eventi alluvionali del 1994 e del 2016 abbiano attivato un preoccupante ramo laterale del fiume».

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