L’AGGIORNAMENTO – Mario Roggero è arrivato al carcere milanese di Bollate dove era atteso per le 16.30, per avere ucciso due rapinatori e averne ferito un altro il 28 aprile 2021. Ad Asti si era svolto il processo di primo grado, conclusosi con una condanna a 17 anni di reclusione, poi ridotti in appello a Torino a 14 anni e 9 mesi e confermati mercoledì in Cassazione.
«Ho reagito perché in quel momento ho avuto paura». Alla domanda se fosse pentito del suo gesto, Roggero ha risposto: «Certamente, diciamo che effettivamente e col senno di poi. Però bisogna trovarsi in quel momento». E, alla domanda se rifarebbe la stessa cosa, ha aggiunto «non si può fare questa domanda, perché quando uno ha una pistola puntata in faccia ti spara per primo».
E aggiunge: «A Mattarella cosa direi? Che ha graziato uno scafista che ha ammazzato 30 persone, ha graziato la Minetti, per cui io penso che il presidente dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e poi vedere. Io me la aspetterei la grazia». E ancora: «Questo è il massimo per i delinquenti che sono facilitati a continuare a rapinare e a rubare, tanto sono impuniti e anche risarciti», ha aggiunto Roggero.
Lo sconcerto della Corte d’Appello di Torino
«Sconcerto ed estrema preoccupazione per la gravissima campagna diffamatoria sviluppatasi sui social network a seguito della sentenza della Corte suprema di Cassazione con cui è stata confermata la sentenza di condanna pronunciata nei confronti di Mario Roggero dalla Corte di assise di appello di Torino il 3 dicembre 2025, in parziale riforma della sentenza della Corte di assise di Asti del 4 dicembre 2023». A esprimerli è, in una nota, la presidente della Corte d’appello di Torino, Alessandra Bassi, «anche a nome di tutti i magistrati del Distretto».
Il commento di Giorgia Meloni su X
«Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto. Con l’ultimo ddl Sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari. Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso. Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali», ha scritto su X la premier Giorgia Meloni dopo le polemiche sul caso Roggero e le richieste di indennizzo da parte dei parenti dei ladri uccisi dal gioielliere.
L’istruttoria per la grazia
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avviato intanto l’istruttoria finalizzata all’eventuale concessione della grazia in favore di Roggero, in coordinamento con la Procura generale della Corte d’appello di Torino. I magistrati avranno il compito di raccogliere tutta la documentazione, i pareri del Tribunale di sorveglianza e lo storico giudiziario di Roggero.
Ansa
