Riccardo Cordero torna ad Alba come Pittore del Palio: le anticipazioni sulla sua opera

In città, la sua opera di maggior rilievo è Grande segno 2, creata nel 1996

Riccardo Cordero torna ad Alba

di Davide Barile

ALBAAll’elenco dei pittori del drappo del Palio si aggiunge Riccardo Cordero. L’opera dell’artista, nato ad Alba nel 1942, sarà svelata sabato 19 settembre in sala Beppe Fenoglio nel corso del capitolo della Giostra delle cento torri. Nell’occasione, il premio Amico della giostra andrà a Silvana Fiora, da vent’anni autrice della rivista dedicata ai borghi e al Palio.

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Riccardo Cordero.

Cordero si è diplomato all’Accademia albertina di Torino nel 1963. Dopo esperienze di insegnamento al liceo artistico, è stato docente, fino al 2001, dello stesso Ateneo di belle arti. Argentina, Brasile, Cina, Francia, Iraq, Germania, Spagna, Svizzera, Uruguay e Stati Uniti sono alcuni dei Paesi in cui ha esposto le sue opere. Nel 1978 è stato invitato per una personale alla Biennale di Venezia; nel 2005 è stato ospite della Quadriennale di Roma.

Ad Alba, la sua opera di maggior rilievo è Grande segno 2, creata nel 1996 – oltre tre metri di diametro, alta 190 centimetri, in acciaio corten – e acquistata dalla Regione: nel 1998 fu posta davanti al palazzo Giacomo Morra, due anni fa è stata spostata al centro della rotonda di corso Torino.

Il commento

Essere scelto come pittore del palio, dice Cordero, «mi ha reso felicissimo. Ad Alba sono nato e ho vissuto fino all’età di tre anni, quando la mia famiglia si trasferì a Torino. Ma iniziai a passare ad Alba almeno un paio di mesi ogni estate, nella casa dei nonni in via Pietrino Belli, di fronte ai giardinetti della stazione. Era di proprietà della famiglia Bonardi, trasportatori presso i quali lavorava mio nonno. Ho conosciuto tanti amici e, con buona parte di loro, ho mantenuto i contatti».

All’inizio la Giostra delle cento torri aveva l’idea di «assegnare il drappo 2026 a un altro albese, Samuel Di Blasi, mio allievo all’Accademia albertina. Tra noi è nato un legame profondo e di stima. Erano stati lui e Valerio Berruti, tra l’altro, a chiedere all’Amministrazione comunale di spostare Grande segno 2 in un posto più visibile. Questa volta, Samuel ha declinato l’invito della Giostra perché impegnato in progetti che non gli avrebbero lasciato il tempo necessario e si è detto disponibile per il 2027. Ha suggerito il mio nome e la Giostra mi ha affidato l’opera».

Pur non potendo ancora svelare i dettagli, Cordero anticipa: «Il drappo avrà una forma tradizionale. Ho usato una matrice grafica vicina ai miei lavori, con una struttura che rimanda alla scultura. All’interno ci sarà uno dei monumenti principali di Alba, in modo che la gente lo comprenda immediatamente. Se avessi scelto di fare soltanto qualcosa di astratto, come accaduto con alcuni colleghi che mi hanno preceduto, per gli albesi il drappo sarebbe stato poco riconoscibile. A livello professionale intuisco quando è il momento di concedere appigli al pubblico per capire». Nel corso della Fiera del tartufo, dal 31 ottobre fino a dicembre, Cordero esporrà alcune sue opere nel coro della Maddalena: «Ci saranno una quindicina di bozzetti delle grandi sculture realizzate in giro per il mondo e dei miei primi lavori in bronzo. Al centro sarà posta una scultura di due metri in acciaio corten. A corredo dell’esposizione, ci saranno delle immagini utili per illustrare il contesto in cui le grandi sculture sono inserite». In parallelo «c’era l’idea di organizzare una mostra a Guarene con Dino Pasquero, che purtroppo è mancato. Se l’idea sarà portata avanti, dedicheremo l’iniziativa a lui».

Gli ultimi lavori

L’ultimo lavoro di Cordero riguarda «una scultura di dieci metri che sarà collocata alla rassegna di Shanghai, in Cina. Nel 2021 sono stato tra gli otto vincitori, su circa mille e 600 partecipanti, di un concorso per le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Pechino, l’anno successivo. Il mio bozzetto prevedeva una scultura alta otto metri. Mi reco in Cina ogni anno dal 2005, è un Paese che mi affascina. Dopo aver richiamato per tanto tempo artisti stranieri, ora stanno dando ampio spazio ai locali».

Il suo sarà l’ultimo Palio prima di Alba capitale dell’arte contemporanea, ma Cordero non si sbilancia: «Nel corso degli anni ho imparato a non ficcare il naso nelle cose che vengono gestite da altri. So che l’organizzazione è già iniziata e sarà giusto dare visibilità agli artisti albesi. Io sono sempre disponibile, senza voler passare davanti a nessuno. In ogni caso, sono contento che la città in cui sono nato si sia ricordata di me per il Palio degli asini».  

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