di Lino Ferrero
BRA – Si rinnova un appuntamento molto caro alla comunità e ai fedeli: la festa in onore di Santa Chiara d’Assisi, ospitata nella suggestiva cornice del Monastero di Viale Madonna dei Fiori. Sarà un doppio appuntamento intenso e ricco di significato, che unirà momenti di profonda meditazione a un clima di calda accoglienza e fraternità.
Le celebrazioni prenderanno il via lunedì 10 agosto, con uno dei momenti più toccanti della tradizione francescana: il Transito di Santa Chiara. Si tratta della rievocazione interiore e spirituale degli ultimi istanti della vita terrena della Santa, il passaggio dal mondo terreno al Cielo, contrassegnato dal suo celebre e grato rendimento di grazie per il dono della vita. La sera della vigilia inizierà alle 17.30 con la recita dei Primi Vespri, per proseguire alle 18 con la celebrazione del Transito e la Santa Messa. A coronare la funzione ci sarà un momento di particolare raccoglimento con la preghiera dinanzi alla Reliquia della Santa.
Il momento centrale degli eventi sarà poi martedì 11 agosto, giorno in cui ricorre la Solennità della Madre Santa Chiara. Il pomeriggio si aprirà alle 17 con i Secondi Vespri, preludio alla Messa Solenne delle 17.30, presieduta quest’anno da fra Davide Uziard, frate cappuccino proveniente dal Convento di Vigevano.
A conclusione della liturgia, la preghiera lascerà spazio al piacere dell’incontro: la comunità del Monastero aprirà infatti le porte del proprio chiostro “San Damiano”, per accogliere tutti i partecipanti in un momento di festa, rinfresco e fraternità aperto a tutta la cittadinanza.

Un monastero vivo, nel cuore della città
La festa di Santa Chiara rappresenta anche l’occasione per conoscere più da vicino una realtà che, forse, non sempre è sufficientemente conosciuta nella sua ricchezza: la comunità delle Sorelle Clarisse di Bra è una comunità attiva, profondamente inserita nella vita spirituale della città.
Il monastero di Viale Madonna dei Fiori costituisce infatti una vera e propria oasi spirituale per Bra, un luogo nel quale la preghiera, l’accoglienza e la ricerca interiore convivono quotidianamente. È innanzitutto un luogo di preghiera, con l’adorazione eucaristica quotidiana continuativa dal lunedì al venerdì, ma è anche uno spazio aperto a chi desidera fermarsi, ascoltarsi e interrogarsi sul senso della propria vita.
Tra le iniziative proposte dalla comunità ci sono anche i ritiri dedicati alle ragazze, compresi i percorsi estivi, e una serie di incontri rivolti a persone che sentono il bisogno di prendersi un tempo per riflettere sulla propria vita, sulle proprie scelte e sul proprio futuro. Un’attività discreta, ma preziosa, che rende il monastero un punto di riferimento non soltanto per chi già vive un cammino di fede, ma anche per chi è alla ricerca di uno spazio di silenzio e di confronto.
A questa dimensione si aggiunge quella dell’accoglienza, resa possibile dalla foresteria del monastero. Si tratta di camere dotate di cucina indipendente, pensate per chi desidera trascorrere alcuni giorni in un ambiente raccolto e tranquillo, dedicandosi alla riflessione e alla preghiera, oppure semplicemente utilizzando il monastero come base per un periodo di soggiorno.
Un’accoglienza che negli ultimi tempi ha assunto anche una dimensione internazionale. Recentemente la foresteria ha ospitato, ad esempio, Gérard e Josiane Palmieri, arrivati dalla Francia, e persone provenienti dal paese gemellato con Bra, Brassens-Pons, legato anche alla memoria dei nonni di San Giuseppe Benedetto Cottolengo.
E lo sguardo della comunità va ancora più lontano. Il prossimo 5 settembre arriverà da La Floresta, in Uruguay, Maria Virginia Gutierrez, una delle promotrici del gemellaggio tra La Floresta e Bra e animatrice del Santuario della Madonna dei Fiori presente nella località uruguaiana. Un incontro che testimonia come il monastero possa diventare anche un luogo capace di intrecciare relazioni, esperienze e percorsi spirituali che superano i confini della città e persino dell’Italia.
È in questa prospettiva che la festa di Santa Chiara assume un significato ancora più ampio. Non è soltanto la celebrazione della patrona e fondatrice delle Clarisse, ma anche l’occasione per riscoprire un luogo vivo, abitato dalla preghiera e dall’accoglienza, che rappresenta per Bra una presenza spirituale importante e preziosa.
Il monastero, con la sua vita quotidiana, i momenti di preghiera, i ritiri, la foresteria e le occasioni di incontro, continua così a essere un’oasi nel cuore della città: un luogo dove fermarsi, ritrovare il silenzio, affidare una preghiera e, semplicemente, riscoprire il valore del tempo dedicato a se stessi e agli altri.
La festa dell’11 agosto sarà dunque anche un invito ad attraversare quella porta e a conoscere una realtà che, nel solco di Santa Chiara, continua a fare della preghiera e della fraternità una presenza concreta e quotidiana.
