Le piante, nel mondo verde insieme con Paola Bonfante

La biologa presenterà, con la regia di museo Eusebio, Mudet, Amici del museo e Centro nazionale studi tartufo, lunedì 21 settembre alle 16.30

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ALBA Qual è il rapporto che gli esseri umani hanno con il regno vegetale? Lo si può scoprire in Piante, noi e loro di Paola Bonfante, docente emerita di biologia vegetale all’Università di Torino. Il libro, edito da Il mulino – sottotitolo Biologia, simboli, sentimenti di una relazione speciale – sarà presentato, con la regia di museo Eusebio, Mudet, Amici del museo e Centro nazionale studi tartufo, lunedì 21 settembre alle 16.30 in sala Vittorio Riolfo. Il moderatore sarà il naturalista Luca Borio.

Paola Bonfante

Bonfante è stata molte volte ad Alba: «Mi sono sempre occupata dell’interazione tra piante, funghi e tartufi, per tale ragione nella vostra città mi sento a casa. Ultimamente mi sono interessata a capire come le persone nel quotidiano guardano alle piante. Verde è diventata una parola molto più importante rispetto al passato: la pubblicità associa il colore a un prodotto buono che dà garanzia e il green deal è la chiave di volta della transizione industriale. Mi sono accorta che la gente tende ad antropomorfizzare le piante e a rappresentarle come se fossero persone. Nel quotidiano si parla con le piante, si dice che le piante sono intelligenti e cooperano: da sempre, l’umanità ha attribuito a esse dei valori simbolici».

Bonfante spiega che le piante «sono fondamentali nella sopravvivenza del pianeta, ma non ci sono prove che dimostrino la loro intelligenza o capacità di cooperazione: sono specie sorte molto prima di noi e hanno avuto una storia evolutiva completamente differente. Può succedere che chi si sente isolato in una città conversi con la propria pianta, come se proiettasse in lei l’ideale di una società più giusta che non riusciamo a realizzare».

Nel testo, la studiosa riporta alcuni esempi «presi dai miti attraverso l’arte, come la Dafne di Ovidio vista dal Bernini». La seconda parte invece si concentra «su come le piante sono attaccate dall’uomo durante la guerra. Cito la distruzione delle foreste del Vietnam negli anni Settanta, che hanno lasciato aree ancora oggi contaminate dalla diossina, e i più recenti conflitti in Ucraina e a Gaza. Le ferite dureranno decenni, ma raramente ci si ferma a pensare che il male della guerra si estenda anche ai vegetali».  d.ba.

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