di Pierangelo Vacchetto
FONTANAFREDDA (Serralunga) – Che cosa significa andare oltre? Superare i propri limiti, spingersi verso l’ignoto, inseguire un traguardo oppure, più semplicemente, trovare il coraggio di guardare le cose da una prospettiva diversa? È una domanda che ha attraversato l’incontro alla fondazione E. di Mirafiore, dove Alessandro Baricco, l’attrice Valeria Solarino e la pianista Gloria Campaner hanno dato vita a una serata in cui le parole hanno incontrato la musica e la riflessione si è trasformata in emozione. A tenere insieme i diversi momenti, con ritmo, intelligenza e una conduzione particolarmente felice, Paola Farinetti, che ha saputo accompagnare gli ospiti senza mai sovrapporsi alle loro voci, lasciando spazio alle storie, alle esperienze personali e alle suggestioni artistiche.
La serata ha preso avvio con alcuni brani dello spettacolo Oltre le colonne d’Ercole, che vede protagoniste Solarino e Campaner, un progetto nel quale la poesia e la musica dialogano continuamente. La voce dell’attrice, intensa e misurata, si è intrecciata con il pianoforte di Gloria Campaner, dando corpo a versi e parole di autori diversi, accompagnati dalle musiche di grandi compositori come Chopin, Schumann e Debussy.
Poi, sul palco, è arrivato Alessandro Baricco, chiamato a entrare in questo dialogo attraverso una pagina della sua riscrittura dell’Iliade. Il brano scelto racconta uno dei momenti più sorprendenti della vicenda di Achille: l’eroe invincibile che, tornato a combattere dopo la morte di Patroclo, si abbandona a una furia devastatrice, fino a ritrovarsi davanti a un avversario inatteso, il fiume Scamandro, una divinità che si ribella alla violenza di cui è testimone.
È proprio questo episodio ad offrire lo spunto per la prima grande domanda della serata: anche l’eroe più forte può scoprire di avere un limite. E forse è proprio quando ci si trova davanti a quel confine che si comprende meglio il significato dell’andare oltre. Baricco ha raccontato la sua scelta di affidare il personaggio di Achille a un’attrice, cercando una presenza scenica capace di restituire la forza quasi sovrumana dell’eroe senza ricorrere a una rappresentazione convenzionale.
Da qui il discorso si è allargato al rapporto tra ambizione, possibilità e consapevolezza. «Non mi è mai piaciuta troppo l’idea di superare i limiti», è il senso della riflessione dello scrittore, che ha proposto una prospettiva diversa: non sempre bisogna andare oltre, a volte è più interessante andare di fianco, cercare una strada che nessuno sta percorrendo.
Ha ricordato, a questo proposito, un insegnamento ricevuto da Gloria Campaner dal suo maestro di pianoforte: quando si arriva al limite delle proprie possibilità, anziché forzare, può essere utile rallentare di quattro tacche il metronomo. Un piccolo gesto che diventa una grande lezione di vita. Non rinunciare alle proprie aspirazioni, ma imparare a riconoscere la propria misura e trovare, proprio dentro quei confini, uno spazio di libertà. Un pensiero che ha trovato una naturale corrispondenza nelle parole di Gloria Campaner. Per la pianista, andare oltre significa anche imparare a convivere con le emozioni, senza esserne travolti. La paura, l’incertezza e la tensione che accompagnano ogni esibizione possono trasformarsi in energia, diventare parte della musica e contribuire a trasmettere qualcosa a chi ascolta. La sua riflessione si è spinta ancora più in profondità: l’oltre non è soltanto fuori, non coincide necessariamente con un traguardo da raggiungere. «È anche dentro, soprattutto dentro», ha spiegato, indicando nell’universo emotivo e in tutto ciò che non si vede una delle dimensioni più importanti della nostra umanità. Uno sguardo interiore che la musica può aiutare a riconoscere e a rendere visibile.
Anche per Valeria Solarino il mestiere dell’attrice è un continuo confronto con se stessi. Un percorso difficile ed emozionante, nel quale andare oltre significa esporsi, mettersi in gioco, vivere davvero le situazioni, senza preoccuparsi soltanto del risultato finale. La paura non deve essere cancellata, ma riconosciuta e trasformata in una spinta. La recitazione richiede infatti la capacità di lasciarsi attraversare dalle emozioni, mantenendo però la consapevolezza necessaria per non esserne sopraffatti.
Il dialogo, condotto da Paola Farinetti, ha poi affrontato un altro aspetto, quello del se andare oltre significa necessariamente vincere. La letteratura, ha osservato Farinetti, racconta spesso personaggi che tentano di superare i confini e che tuttavia falliscono. Da Icaro a Orfeo, fino a Ulisse e Don Chisciotte, la storia è popolata di figure che inseguono qualcosa che sembra irraggiungibile. Eppure il loro fallimento non cancella il valore del tentativo, muò diventare, al contrario, una forma di conoscenza. Una riflessione particolarmente attuale in una società che sembra misurare ogni cosa attraverso la prestazione, il successo e la capacità di raggiungere obiettivi.
Baricco ha messo in discussione proprio questa idea, ricordando che la dignità di una persona non dipende da quanto produce, da quanto è efficiente o da quanto contribuisce a far girare l’economia. A questo proposito, Alessia Solarini ha raccontato la storia di Modesta Valenti, una donna senza dimora morta a Roma dopo che un primo intervento di soccorso non le aveva prestato assistenza perché troppo sporca. Da quella vicenda drammatica è nata l’iniziativa di una residenza anagrafica fittizia, chiamata proprio via Modesta Valenti, che consente alle persone senza casa di ottenere documenti e accedere ai diritti fondamentali, dalla sanità al lavoro, fino alle prestazioni sociali. Un esempio concreto di come anche da una storia dolorosa possa nascere qualcosa capace di cambiare la vita degli altri, annunciando che questa storia diventerà un docu-film da lei stessa diretto.
Baricco ha quindi allargato ulteriormente il ragionamento, invitando a non pretendere da noi stessi una coerenza assoluta e rigida. L’essere umano è un insieme complesso, fatto di aspirazioni, contraddizioni, desideri e scelte che possono cambiare a seconda delle situazioni. La nostra ricchezza sta proprio nella capacità di contenere dimensioni differenti e di farle convivere.
Dopo le parole, è tornata protagonista la musica di Gloria Campaner, che ha proposto un momento pianistico legato anche al significato del suo progetto artistico e del suo laboratorio C# Seesharplab, un gioco di significati che richiama il diesis musicale e, nella lettura proposta dalla pianista, il verbo inglese see, vedere: guardare più nitidamente, imparare a osservare anche ciò che normalmente sfugge ai nostri occhi. La parte conclusiva dell’incontro ha riportato i tre ospiti al centro della domanda iniziale: chi o che cosa ci aiuta davvero ad andare oltre. Le risposte hanno restituito una dimensione molto personale.
Per Solarino è soprattutto il rapporto con gli altri, la possibilità di condividere un percorso; per Campaner è anche la capacità di trovare dentro di sé la forza per rialzarsi dopo le cadute, restando dalla parte della propria meraviglia. Baricco ha invece richiamato il valore della meraviglia e dell’emozione, anche come elementi fondamentali nella formazione e nell’educazione. A chiudere la serata, dopo un percorso di parole e musica, è stata la poesia I doni di Jorge Luis Borges. Una scelta tutt’altro che casuale, introdotta da Baricco come un esercizio di gratitudine.
Alcuni versi, affidati alla voce di Valeria Solarino e accompagnati dal pianoforte di Gloria Campaner, hanno concluso l’incontro riportando tutti a una dimensione essenziale: riconoscere i doni ricevuti dalla vita, anche quelli che non sempre sappiamo vedere. Un finale delicato e intenso, nel quale la poesia ha raccolto e restituito il senso dell’intera serata. Perché andare oltre non significa necessariamente arrivare più lontano degli altri, vincere o dimostrare qualcosa. A volte significa imparare a guardare dentro di sé, accettare le proprie fragilità, cambiare prospettiva e scoprire che l’infinito può abitare anche nei confini della nostra esistenza.











