di Silvana Fenocchio
NEIVE – Alla distilleria Levi Serafino, sabato 31 ottobre, si svolgerà la tradizionale cerimonia dell’accensione dell’ottantaduesimo fiammifero dell’ultimo alambicco a fuoco diretto, che dà inizio alla produzione della nuova grappa. Un gesto antico, eseguito dal 1945 al 2008 da Romano Levi, che ancora oggi viene ripetuto a fine ottobre per ricordare la figura del “grappaiolo angelico” e come buon auspicio per la nuova annata. Dalle 14, per tutto il pomeriggio, nel cortile della distilleria si potrà partecipare a una vera e propria festa popolare con le degustazioni gratuite di grappa e amari, abbinati a prodotti tipici come ravioli del plin, vin brulè, caldarroste, le friciule, salumi e pasticceria preparata dagli studenti della scuola di Arte bianca di Neive, il tutto accompagnato dalla musica della banda di Costigliole.
Sarà un momento di allegria e convivialità nell’antica distilleria, famosa in tutto il mondo, voluto dai nuovi proprietari per mantenere vivo il ricordo di Romano e della sorella Lidia. Levi è un personaggio indimenticato grazie alle sue etichette originali, vere e proprie piccole opere d’arte, scritte e disegnate da lui, e a tante sue memorabili espressioni. Le etichette sono ricercate in tutto il mondo, le più famose sono quelle dedicate alla “Donna selvatica che scavalica le colline”, che rappresentano donne misteriose, affascinanti, un po’ streghe un po’ fate.
«Grazie che ci siamo incontrati», è la frase scritta su una delle sue etichette che lo ha contraddistinto per tutta la vita. Poche semplici parole per esprimere la gratitudine per l’arricchimento di aver incontrato qualcuno, come se fosse un regalo. Quando qualcuno lo definiva artista lui rispondeva «Sono solo un grappaiolo» e quando si parlava del collezionismo delle sue bottiglie affermava «La mia migliore collezione sono le strette di mano». In una delle ultime apparizioni pubbliche Levi aveva lasciato un monito che, a distanza di diciotto anni, resta terribilmente attuale. «Non sparate sui pettirossi», disse, invitando tutti al rispetto della natura, dei deboli e delle persone senza difese.
