Acqua, nuovo giro di vite

 Questione di nuove tariffe Lo scorso dicembre i gestori del servizio idrico integrato della provincia di Cuneo hanno presentato i dati relativi alle tariffe del 2013, fissate provvisoriamente in attesa che il nuovo ente garante in materia, l’Autorità per l’energia elettrica e per il gas (Aeeg), definisca l’assetto tariffario transitorio per il biennio 2012-2013. Come si evince dal documento ufficiale presentato in Regione, Tecnoedil, società del gruppo Egea che distribuisce acqua potabile ad Alba e Bra, nelle Langhe e nel Roero, per il 2013 non ha variato l’assetto tariffario, eccezion fatta per l’adeguamento di legge ai valori Istat. Tuttavia, in seguito alle indicazioni dell’Aeeg (che arriveranno entro il 31 marzo), le tariffe provvisorie del 2013 e quelle del 2012 saranno soggette a conguaglio (applicato nel 2014), che potrebbe essere positivo o negativo.

L’INTERVISTA Da diversi anni, sulle pagine di Gazzetta, si parla dell’istituzione, in provincia di Cuneo, di una tariffa unica per l’acqua potabile. Se ne parla cioè da quando, all’inizio degli anni 2000, è stata costituita, in applicazione della legge Galli del 1994, l’Autorità d’ambito territoriale ottimale (Ato), ovvero il governo provinciale del servizio idrico integrato. A più di dieci anni di distanza l’argomento continua a essere di attualità, perché l’omogeneità tariffaria, prevista dalla legge, non è ancora stata raggiunta e non lo sarà ancora per qualche tempo. Di pari passo con la creazione di una tariffa unica, occorrerà uniformare anche il parco dei gestori, in vista del bando che dovrà portare all’individuazione di un unico gestore per l’intero servizio idrico cuneese. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Veronese, amministratore delegato di Tecnoedil, società del gruppo Egea impegnata nella gestione del servizio idrico integrato dell’area albese-braidese, di Langhe e Roero.

Veronese, come giudica, fin qui, l’esperienza dell’Ato della provincia di Cuneo?

«L’Ato cuneese è entrato in funzione in ritardo rispetto agli altri del Piemonte. Il lavoro dell’ente, che non posso giudicare in maniera negativa, ha portato alla definizione di un piano tariffario e di un piano d’ambito e all’affidamento di incarichi per la gestione dei servizi idrici».

L’Ato ha preso forma dalla legge Galli, la quale stabilisce che tutta l’acqua siapubblica. È stato rispettato questo principio?

«Non c’è dubbio sul fatto che la proprietà dell’acqua fosse e sia tuttora pubblica. Tale principio non va però confuso con la natura degli enti gestori delle infrastrutture, indispensabili affinché questa risorsa venga resa disponibile e, una volta utilizzata, possa essere restituita all’ambiente».

La Granda, per legge, dovrà dotarsi di una tariffa unica, ma oggi l’omogeneità è ancora lontana dall’essere raggiunta. Come mai?

«Le differenze che si riscontrano derivano, in molti casi, dalle grandi discrepanze esistenti tra le tariffe di partenza applicate dai gestori. In ogni caso, visto che i criteri di armonizzazione imposti dalla legge sono univoci, tali differenze sono destinate ad assottigliarsi. Peraltro, da dicembre 2011, ogni gestore è obbligato ad uniformare le proprie tariffe».

Entro quale data andrà definita la tariffa unica?

«Entro il 2015. Tuttavia, per via del recente intervento dell’Autorità dell’energia e del gas (Aeeg), si può ipotizzare che questa data non venga riconosciuta come un obbligo e che, pertanto, la tariffa unica verrà introdotta soltanto quando sarà stato individuato il gestore unitario, ovvero dopo il 2017».

La tariffa unica porterà benefici o svantaggi?

«La tariffa unica, ma sarebbe meglio definirla “unitaria”, poiché si baserà su criteri uguali per tutt’Italia, penalizzerà chi oggi paga l’acqua a prezzi bassi. C’è dunque da aspettarsi che le tariffe dell’Ato di Cuneo, inferiori rispetto a quelle di altre Ato limitrofe (come quelle di Asti e Alessandria), vadano ad aumentare ».

Com’è variata la tariffa nell’ultimo decennio?

«Nel territorio gestito da Tecnoedil la tariffa ha subìto gli aumenti previsti dal metodo normalizzato, con una risultante finale inferiore rispetto al massimo possibile: la tariffa media ponderata del 2012 potrebbe essere pari a 1,3 euro/mc e invece è attestata a 1,09 euro/mc».

Nel corso dell’anno appena concluso la normativa ha introdotto novità nel sistema di calcolo delle tariffe, che andranno riviste. I contribuenti saranno penalizzati?

«Le tariffe relative al 2012 e al 2013, da qui al prossimo 31 marzo, saranno soggette a conguagli, come ha previsto a fine dicembre l’Autorità dell’energia e del gas. Prevedere se i conguagli, rispetto alle tariffe applicate provvisoriamente da Tecnoedil, saranno positivi o negativi non è ancora possibile, ma gli importi non dovrebbero essere rilevanti».

In parole povere, saranno più salate le bollette del 2013?

«Le tariffe provvisorie del 2013 non presenteranno altra variazione se non quella relativa all’adeguamento all’indice Istat, ovvero il 3 per cento, valore che però potrà variare in seguito al conguaglio. Una famiglia che in media consuma 180 mc di acqua all’anno dovrebbe subire incrementi inferiori».

Egea potrebbe essere la società di riferimento nella fase di creazione del gestore unico?

«Oggi qualsiasi considerazione è prematura, anche se è evidente che Egea rappresenti una risorsa unica. Le società della multiutility albese (Tecnoedil e le miste pubblico-privato, a maggioranza pubblica, Alse e Alpi acque) garantiscono il servizio idrico a circa 300.000 abitanti e hanno realizzato investimenti per oltre 50 milioni di euro. L’Ato cuneese, in tutto, conta circa 550.000 abitanti e per i prossimi 15-20 anni necessita di 350-400 milioni di euro».

Enrico Fonte

Interventi sulla rete idrica per 40 milioni di euro entro il 2017

Si è detto che gli aumenti sarebbero serviti per migliorare la rete. Ciò si è verificato, Veronese?

«Sì, Tecnoedil investe mediamente circa 4-5 milioni di euro all’anno in nuove opere e in interventi finalizzati all’ottimizzazione di impianti e reti. Il piano d’ambito cuneese, deliberato nel 2006 e aggiornato nel 2011, prevede, per quanto concerne l’area di Alba, Bra, Langhe e Roero, la realizzazione entro il 2017 di opere per 40 milioni di euro, con priorità su interventi connessi alla depurazione delle acque, alla difesa della risorsa idrica e alla potabilizzazione. Gli interventi in corso di realizzazione e progettazione più rilevanti riguardano l’adduttrice che collegherà il sistema idrico albese alle Langhe, la “presa Tanaro” per il Comune di Alba, il potenziamento e l’adeguamento tecnologico dei depuratori di Bra, Neive e Cherasco, il rifacimento dell’impiantistica e la realizzazione di nuovi pozzi nel Roero, il nuovo potabilizzatore di Cherasco».

Rincari indispensabili

COLLOQUIO Assessore Foglino, lei rappresenta il Comune presso l’Autorità d’ambito, che dal primo gennaio 2013 è autonoma rispetto alla Provincia di Cuneo e si è dotata di un regolamento interno, il quale, tra le altre cose, prevede la nomina di un vicepresidente. Cosa ne pensa? «Credo che l’autonomia dell’Ato cuneese sia una novità positiva, in quanto potrà vivacizzare l’attività dell’ente e favorire la collaborazione tra i soggetti che ne fanno parte. L’Ato, nei prossimi mesi, dovrà lavorare intensamente per definire la programmazione, la gestione e il controllo di un bene prezioso come l’acqua e stabilire come configurare il ciclo idrico in futuro, considerando anche il fatto che nel 2017 scadrà la quasi totalità delle gare in essere per la gestione. È importante che i cittadini vengano coinvolti su problemi concreti senza prevenzioni ideologiche».

Qual è la sua posizione in merito al dibattito sull’acqua da intendere come bene pubblico? «L’acqua è un bene comune pubblico e tale dovrà rimanere. Bisogna considerare che l’acqua che sgorga dalla sorgente, per poter arrivare nelle nostre case, necessita di un apparato (quello del ciclo idrico integrato) che, vista anche la difficile situazione economica, gli enti pubblici, da soli, non riescono finanziariamente a gestire. Dunque, per quanto riguarda il servizio idrico integrato, non sono contrario a una gestione in cui siano presenti i privati, a condizione che programmazione e controllo siano pubblici e affidati a persone che hanno a cuore il bene comune».

Parlando di servizio idrico è d’obbligo una domanda sulle tariffe per l’acqua, che continuano ad aumentare. Che cosa devono aspettarsi gli albesi per il 2013? «È difficile, al momento, dare una risposta precisa in quanto occorre verificare in che maniera incideranno le direttive fissate dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (Aeeg), nuovo ente competente in materia. Negli anni passati le norme consentivano ai gestori di incrementare l’importo delle tariffe fino a un massimo del 5 per cento circa, più Istat. I nuovi criteri introdotti dall’Aeeg potrebbero modificare qualcosa anche se è pensabile che il rincaro non superi quelle soglie. Questi aumenti sono determinanti per proseguire gli investimenti necessari al miglioramento delle infrastrutture. L’Ato, pur favorendo gli investimenti volti a sviluppare la rete idrica, dovrà fare il possibile per contenere questi incrementi che gravano sui cittadini già vessati dall’aumento generale della pressione fiscale».

e.f.

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