Una storia che si ripete

Due miei amici, uno stimato professionista e un bravo artigiano, voteranno S.B. , non perché gli piaccia,  ma perché ritengono e sperano che la sua deregulation rimetta in moto il meccanismo inceppato dell’economia. Ora io vorrei dire a questi due amici, e a molti come loro che si  ostinano a non leggere e capire l’attuale realtà storica, che lo sviluppo come lo abbiamo inteso finora non tornerà più ; potremo forse prolungarne l’agonia, ma non riusciremo a riportarlo in vita. E non basterà eleggere politici che non rubano per invertire la rotta, perché comunque non si riuscirà a cambiare le leggi della natura, che non contemplano la crescita infinita.

Anche se so bene quanto sia improprio il paragone, in qualche modo è una  storia che si ripete : il presidente Monti  rappresenta il Badoglio della situazione,  il nostro 8 settembre, con il conseguente armistizio, sono arrivati dopo un ventennio di goga e mi goga per qualcuno, in cui sembrava che i treni arrivassero in orario.

La deriva è partita con i titoli tossici americani e la conseguente esplosione di bolle immobiliari (la nostra è arrivata per ultima), in pratica cemento slegato da reali necessità abitative , il tutto aggiunto ad una generale sovrapproduzione di beni che non trovano compratori.  Il pianeta non ce la fa a digerire la nostra incontinenza, ma non può neanche opporsi alla finanza canaglia che ha preso il posto in modo vellutato ai Mussolini, agli Hitler e agli Stalin.

E così lo spread che ci strangola è un po’ la nostra disfatta sui vari fronti di guerra, stavolta con meno morti. Dopo l’8 settembre furono in molti a scegliere la repubblica di Salò perché speravano che tutto tornasse come prima, fortunatamente gli andò male, ma al prezzo di una guerra civile.

Ora chi sceglierà i nostri “repubblichini” presenti in più di un partito non provocherà nessuna guerra civile, perché la democrazia è salda e matura, ma rischia di innescare qualcosa che gli assomiglia molto.

Gino Scarsi

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