Ad Alba è stato installato il primo “distributore” di Bitcoin. Ma occorre attenzione

Ecco il fenomeno bitcoin. Ad Alba è stato installato il primo “distributore”
foto ALLOESIO

ALBA Le criptovalute approdano ad Alba dove è stato installato il primo “distributore” della provincia di Cuneo e il settimo in Italia per l’acquisto di monete digitali. Si tratta di valute che non vengono controllate da uno Stato o da una banca centrale; non vengono stampate in banconote ma si scambiano e si spendono tramite una rete di computer che elabora le transazioni crittografate.

Gli utenti potranno acquistare nella sede di Powergroup in corso Italia 12 ad Alba, in collaborazione con Chainblock, azienda che distribuisce il macchinario, non solo bitcoin, diventati celebri per il dirompente aumento di valore, ma anche litecoin ed ethereum.

Marco e Francesco Calogero della Powergroup spiegano: «Il nostro gruppo, nato un anno e mezzo fa, offre consulenze nell’acquisto di criptovalute. Oggi il bitcoin è il più famoso, ma le monete digitali sono più di mille».

Perché avete scelto Alba?

«Alba è una città in crescita e abbiamo pensato di offrire uno strumento che guardi al futuro. Nonostante esistano ancora alcune incertezze la richiesta è alta e crediamo che il bitcoin e le altre criptovalute rappresentino una rivoluzione».

Parla di rivoluzione. Come crede che le criptovalute cambieranno il mondo?

«Stiamo vivendo un momento storico molto particolare, nel corso del quale l’euro non si dimostra più una moneta affidabile. Il bitcoin rappresenta solamente l’inizio di una rivoluzione che porterà a cambiare la nostra idea di portafoglio: oggi ne abbiamo uno fisico, che in futuro diventerà digitale».

Come funziona il vostro distributore?

«Il macchinario converte le banconote da euro in bitcoin, ethereum oppure litecoin. Gli utenti registrano i propri dati personali, si autenticano con un documento e, dopo aver inserito gli euro, vedono crescere il proprio portafoglio digitale sull’App collegata».

Pensate che saranno installati degli strumenti simili in zona oppure altri per la gestione delle criptovalute?

«Macchinari come quello di Alba saranno installati anche a Cuneo e in provincia di Asti nei prossimi mesi. In futuro, invece, abbiamo in programma di installare anche un “bancomat bidirezionale”, grazie al quale sarà anche possibile vendere bitcoin o prelevare il proprio patrimonio in euro. Secondo la richiesta stiamo valutando la possibilità di introdurre nelle attività commerciali Pos di criptovaluta, attraverso i quali sarà possibile pagare in moneta digitale».

Alessia M. Alloesio

Ma il miracolo via Internet può essere rischioso

Va di moda il bitcoin, moneta virtuale nata nel 2009 che in concreto non esiste. Pure l’ecu, precursore dell’euro, era una valuta virtuale basata sul cambio delle monete europee aderenti, il cui valore quotidiano era però garantito dalle banche centrali. Mentre oggi nessuna autorità protegge il bitcoin, né i suoi utenti.

Il bitcoin è un valore astratto, spendibile in tutto il mondo via Internet a favore di chi lo accetta in pagamento. Il suo cambio oscilla secondo la domanda e l’offerta. Ad esempio: il 30 novembre scorso il bitcoin valeva 9.009 dollari, il giorno prima 11.434, un anno fa meno di 800 dollari.

La valutazione del bitcoin è molto volatile e rende la moneta virtuale di cui molti si interessano altrettanto rischiosa. Tanti temono una “bolla speculativa” vicina allo scoppio. Paura che non scalfisce l’entusiasmo della folla crescente di “bitcoinisti”. Il bitcoin si compra, si spende e si incassa in Internet, usando il computer o lo smartphone con l’apposito programma. Oppure tramite gli speciali bancomat.

Giacomo Battaglino

Banner Gazzetta d'Alba