Vino: tante le partite ancora aperte

Il vino sta diventando sempre più globale 1

ANALISI In attesa di capire quale sarà il prossimo Governo proviamo ad analizzare le problematiche e le partite aperte nel settore vitivinicolo. Per prima cosa occorre affrontare, con vigore, la trattativa sulla Pac (Politica agricola comune) a livello di Unione europea. Il risultato della trattativa è di fondamentale importanza per il nostro Paese: si rischiano di perdere per il settore agro-alimentare importanti risorse.

Poi, entreranno presto in vigore le nuove regole per le informazioni nutrizionali nelle etichette degli alcolici, vino incluso. C’è una proposta di indicare, oltre al limite dei solfiti, anche informazioni concernenti il contenuto calorico, e la Confederazione italiana agricoltori ha già espresso forti dissensi su questo aspetto per i vini.

Inoltre, è quanto mai urgente la nomina del nuovo Comitato nazionale vini, organismo incaricato di valutare le modifiche o i nuovi riconoscimenti Doc e Docg. Sono oltre 50 le denominazioni italiane in attesa. Un altro aspetto da affrontare con urgenza è il decreto ministeriale per avere accesso ai fondi correlati all’Ocm (Organizzazione comune di mercato): oltre 100 milioni di euro indispensabili per la promozione e valorizzazione dei vini sui mercati esteri.

Un altro ritardo riguarda i decreti attuativi del Testo unico del vino, approvato a fine 2016, ma rimasto incompiuto. Tra i più attesi, il cosiddetto decreto consorzi, che ridisegnerà il ruolo di questi organismi in termini di tutela, promozione, controlli e prevenzione. È un problema delicato, da anni fonte di discussioni. Le stesse considerazioni si possono fare per la legge sull’enoturismo, approvata a fine 2017 e che, senza decreti attuativi, rischia di rimanere lettera morta.

Prendendo in considerazione il nostro territorio sarebbero opportuni interventi legislativi regionali e nazionali in merito a numerosi problemi. Citiamo l’allargamento o meno delle superfici vitate Doc e Docg, una maggiore tutela delle piccole Doc delle zone viticole di montagna, l’unificazione di alcune Doc troppo diversificate (classico, il caso del vitigno Dolcetto), il riconoscimento delle vigne a forte pendenza, in primis i sorì della zona del Moscato, e una maggiore tutela ambientale dei territori vitati compresi nella bellissima zona Unesco. Ad esempio: quando si decideranno le autorità competenti a vietare almeno il diserbante a base di glifosato? Il Veneto lo ha già fatto.

Lorenzo Tablino

 

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