Alba ora differenzia il 67,3 per cento del suo pattume

Lunedì 11 e martedì 12 luglio sciopero nazionale del settore igiene urbana

AMBIENTE Con tre anni di anticipo rispetto al limite imposto da Regione e Unione europea – il 2020 – Alba supera la soglia del 65% nella raccolta differenziata dei rifiuti. A dare l’annuncio è stato l’assessore al bilancio Luigi Garassino durante il Consiglio comunale: «Pur non essendo ancora in possesso di un dato formalmente confermato, posso anticipare che nel 2017 si è conseguito il 67,3% di differenziata. Mi sembra un risultato da sottolineare, se pensiamo che nel 2009 eravamo intorno al 44%».

L’impennata è avvenuta proprio nel 2017, tanto da far dire al sindaco Maurizio Marello: «È chiaro che gran parte del merito sia da ascrivere al nuovo appalto per la raccolta dei rifiuti. Non si spiegherebbe in altro modo una crescita così marcata, dal 59,7% del 2016 al 67,3% del 2017. Siamo orgogliosi di quanto è stato fatto, consapevoli che molto resti ancora da fare per l’ambiente». Nella speciale classifica dei Municipi virtuosi a fare scuola è da tempo il Comune di Marene con una quantità di materiale differenziato vicino all’85%. Dietro a Marene l’unica realtà ad avere superato il 65% già nel 2016 è stata Bra, che nel 2017 potrebbe toccare la soglia del 70%.

Per conoscere i dati complessivi e di dettaglio occorrerà attendere metà maggio, con le assemblee di Coabser (Consorzio albese-braidese rifiuti) e Str (Società per il trattamento dei rifiuti). Le assemblee diventeranno l’occasione anche per interrogarsi sul futuro dei consorzi che a fine 2018 verranno soppressi per dar vita a un unico ente di area vasta per l’intera provincia di Cuneo. Per Str, invece, anche se la gestione degli impianti passerà in capo alla Regione, non dovrebbero esserci particolari cambiamenti, vista la natura della società: gestisce impianti di proprietà dei Comuni che rimarranno in capo ai paesi di Langhe e Roero.

Superato il 65% di raccolta differenziata, il Comune di Alba ora lavorerà per rispettare un altro parametro, ancor più difficile. Nel 2016 ogni albese ha prodotto ben 263 kg di rifiuti indifferenziati, registrando un forte calo rispetto al 2010 – quando se ne producevano 360 kg, quasi un chilo al giorno –, ma ancora troppo poco rispetto all’obiettivo dei 159 kg.

«Temo che prima del 2020 non riusciremo a rientrare in questo parametro, ma il trend è positivo e la riduzione è evidente; sono convinto che nel 2020 avremo raggiunto anche questa meta», ha commentato l’assessore all’ambiente di Alba Massimo Scavino.

Nella classifica locale di chi produce meno rifiuti indifferenziati i Comuni più virtuosi nel 2016 sono stati Camo (87 kg), Marene (90 kg) e Cossano Belbo (124 kg); i peggiori Barolo (311 kg) e Serralunga (313 kg). Il traguardo appare lontano, anche se si valuta la quantità totale di rifiuti prodotti (obiettivo della Regione nel 2020 sono i 455 kg). La città di Alba sfiorava a fine 2016 i 600 kg per abitante, in forte calo rispetto agli oltre 800 del 2010.

Marcello Pasquero

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