Scopriamo le origini del termine irriverente piemontese “Pecc”

Con Paolo Tibaldi impariamo il significato del termine piemontese "Rabadan"

Pecc: Persona ridicola, ingenua, stupidotta; petto, mammella animale.

Così come succede con svariate parole piemontesi, quella di oggi ha una influenza per così di dire, anglosassone. Mentre il sandwich, diventa sànguiss, il football diventa folball e lo stick, diventa stich, ecc… anche su patch si avvia un processo linguistico-sociale che si sviluppa nella parola pecc. Anzitutto è necessaria una importante constatazione: anche la parola di oggi assume due significati considerevolmente differenti nella lingua piemontese.

Un’accezione indica una parte del corpo solitamente animale, lo stomaco e/o le mammelle, tant’è che quando qualcuno è particolarmente accigliato o furente, si suol dire che o r’ha el pecc ambisà. La seconda e più recente interpretazione, si manifesta in un contesto molto meno furente. Si tratta di un appellativo che mira a giudicare qualcuno per sottometterlo o comunque tacciarlo nella peggiore declinazione di stravagante. E bene, vale sì per oggetti, ma soprattutto riguardo persone in carne ed ossa che hanno atteggiamenti fuori dal comune, infantili, magari tendenti al ridicolo. Piantra lì ed fé ‘l pecc! (Smetti di essere ridicolo/a!), si suol dire a chi sta proprio esagerando. Bisogna però sapere che l’origine di questo termine è molto più nobile di quanto si possa pensare. Infatti, il patch anglosassone è colui che, talvolta abbigliato in maniera insolita, porta il buon umore e il sorriso, con un atteggiamento clownesco.

Vi è un famoso film che molti conosceranno, intitolato “Patch Adams”, la storia vera di un medico attivista che ideò la terapia olistica del sorriso, la clownterapia, specie in luoghi delicati, come gli ospedali pediatrici.

Ora, andando a fondo nella traduzione inglese della parola inglese patch, scopriamo che vuol dire niente meno che “toppa”. Chissà se prende origine dalle innumerevoli toppe che caratterizzano il costume di un clown o, addirittura, sia la fantasiosa metafora del fatto che il sorriso possa essere una valida toppa in alcune situazioni della vita.

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